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26 mag 2022

Abusi su minori nel clero, i vescovi: ok a primo report. Ma niente task force indipendente

Il rapporto sarà realizzato attraverso i centri di ascolto diocesani e non avvalendosi di studi legali terzi come in Francia. Per i presuli riuniti in assemblea priorità alla prevenzione

26 mag 2022
giovanni panettiere, inviato in vaticano
Cronaca
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L'assemblea generale della Cei
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L'assemblea generale della Cei

Roma, 26 maggio 2022 - I vescovi provano a cambiare marcia nella lotta alla pedofilia. Senza strappi al motore e puntando più sulla prevenzione degli abusi nel clero che sulla denuncia di quanto sia stato tenuto sotto il tappeto nei decenni precedenti. Almeno per ora. Tradotto, in seguito al dibattito interno fra i presuli riuniti in assemblea all'Hotel Hilton di Fiuminicino, non si registra alcun via libera ad una commissione indipendente per misurare la portata del fenomeno. Già bocciata dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana a novembre, questa era stata richiesta a gran voce da un centinaio di teologi, dalle vittime degli abusi, oltre che dal gesuita tedesco Hans Zollner, membro della Pontificia commissione per la protezione dei minori. Tuttavia, se la priorità dai vescovi si concentra su un'azione di revisione del sistema di formazione dei preti (seminari), gli stessi hanno trovato la quadra per l'avvio dei lavori di ricerca e stesura di un primo report nazionale sulle violenze. Incoraggiato anche dal cardinale Sean O'Malley, al vertice del dicastero vaticano anti-pedofilia, lo studio coprirà il biennio 2020-2021, avrà cadenza annuale e sarà condotto avvalendosi dell'opera dei centri di ascolto diocesani. Attualmente questi sportelli sono presenti in sette Chiese locali su dieci, ma i prelati intendono implementarli. Fondamentale sarà il corretto funzionamento degli archivi di Curia. "La  decisione di promuovere un rapporto è un passo in avanti nell'ottica di capire dove e come siano stati commessi abusi e coperture - spiega Francesco Oliva, vescovo di Locri -. Ma è anche un'opera di trasparenza dal momento che, una volta pronto e approvato, il report sarà reso noto all'opinione pubblica". Non si procede pertanto nella direzione di chi, vedesi la rete #ItalyChurchToo - network di vittime e sigle del mondo cattolico di base -, in nome della salvaguardia del principio di terzietà, non ne vuole sapere ...

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