Marco Marsilio (Imagoeconomica)
Marco Marsilio (Imagoeconomica)

Roma, 7 dicembre 2020 - L'Abruzzo già oggi vorrebbe diventare zona arancione. Il governatore Marco Marsilio ha firmato l'ordinanza, ma da Roma è arrivata subito la puntualizzazione: "Deve aspettare mercoledì", minacciando anche una lettera di diffida. Ma Marsilio non si è fermato, e da fonti del suo staff hanno precisato: "L'ordinanza del presidente Marsilio è in vigore da domani (oggi ndr). Il governo può solo, eventualmente, impugnarla".  

Lo stop del governo

Il governo conferma che la cabina di regia che monitora i dati di tutte le regioni ha riconosciuto questa anticipazione, ma l'ha prevista per mercoledì. "La scadenza dei 21 giorni è però prevista per mercoledì, non per lunedì. Quindi non c'è avallo su questa ulteriore anticipazione", avrebbe chiarito l'esecutivo ieri sera secondo fonti di Palazzo Chigi.

Ma dall'entourage del presidente Marsilio hanno risposto che il governatore abruzzese non commenterà direttamente la puntualizzazione del governo sulla data del cambio di colore. Nel comunicato della regione sull'ordinanza era stato correttamente riportato come Marsilio avesse sentito il ministro Speranza, ma non veniva detto se il ministro avesse "avallato la decisione". Quindi la responsabilità della riapertura è di Marsilio "assunta in totale autonomia", hanno spiegato fonti vicine al presidente, che comunque oggi dovrebbe fare il punto della situazione. 

Rischio diffida

Il governo inoltre sta valutando in queste ore se inviare una lettera di diffida al governatore dell'Abruzzo in cui si gli chiede di ritirare l'ordinanza che anticipa di due giorni l'entrata della Regione in zona arancione. Se la richiesta non sarà eseguita la responsabilità di eventuali nuovi contagiati nei luoghi che sarebbero invece dovuti restare chiusi ricadrebbe sotto la diretta responsabilità della Regione Abruzzo. Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ieri sera a 'Non è la d'Urso' su Canale ha confermato la linea dura del governo: "Se l'Abruzzo dovesse decidere di diventare zona arancione da domani sarà diffidata". Boccia poi ha spiegato: "L'Abruzzo nel momento di maggior crisi anticipò di due giorni la zona rossa, che poi fu decretata venerdì". Aggiungendo: "C'è la disponibilità del governo a riconoscere la fine del periodo di zona rossa nelle tre settimane necessarie e obbligatorie. Se tornasse mercoledì avrebbe l'intesa del ministero della Salute".

Marsilio non si ferma

Ma dallo staff del governatore nessuna marcia indietro: Marsilio non ha intenzione di ritirare l'ordinanza contestata: "L'ordinanza del presidente Marsilio è in vigore da domani. Il governo può solo, eventualmente, impugnarla". L'ordinanza, la numero 106, impone l'applicazione "delle misure restrittive di cui all'art. 2 del D.P.C.M. 3 dicembre 2020 su tutto il territorio della Regione Abruzzo con decorrenza immediata e sino a nuova Ordinanza del Ministro della Salute derivante dalle valutazioni della Cabina di Regia Nazionale". Inoltre nel provvedimento si "precisa che gli effetti del provvedimento per la scuola secondaria di primo grado decorrono dal 9 dicembre".