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25 giu 2022
25 giu 2022

Aborto Usa: cosa hanno detto i politici italiani sulla sentenza della Corte Suprema

Bonino (+Europa): "Negli Usa balzo indietro di 50 anni". Salvini (Lega): "Dalla parte delle donne". Meloni (Fratelli d'Italia): "Chi paragona Usa e Italia ha obiettivi ideologici". Letta (Pd): "Decisione figlia di una svolta ideologica della Corte". Conte (M5s): "Non ammissibili derive oscurantiste"

25 giu 2022

Roma, 25 giugno 2022 - Dalla politica italiana arrivano le  reazioni dopo la Corte Suprema degli Stati Uniti che ha abolito la storica sentenza 'Roe vs. Wade' , con cui nel 1973 la stessa Corte aveva legalizzato  l' aborto negli Usa . I singoli Stati americani sono quindi ora liberi di applicare le loro leggi in materia. Una svolta quella sentenziata dalla Corte Suprema che per Emma Bonino (+Europa) "fa fare agli Stati Uniti un balzo indietro di 50 anni. I diritti non sono scritti nelle tavole della legge, se non li curi e non li difendi ogni giorno ti svegli una bella mattina e non li hai più. Questa decisione è figlia di varie ideologie: un mix di visioni oscurantiste e reazionarie che tolgono alle donne la libertà di scelta. Anche in Italia la nostra legge è già bombardata: basti pensare ad esempio agli obiettori di coscienza o alla legge Pillon. Dobbiamo difendere il diritto all'aborto in Italia".

Emma Bonino (ImagoEconomica)

Matteo Salvini non parla delle scelte della Corte Suprema, ma sottolinea la sua "difesa della vita dall'inizio alla fine - dice il leader della Lega -. Quando si parla di aborto l'ultima parola spetta alla donna. Non ad altri".

Dall'opposizione, Giorgia Meloni indica la posizione di Fratelli d'Italia: "Continueremo semplicemente a chiedere, e a operare, perché venga applicata la prima parte della 194, relativa alla prevenzione, e per dare alle donne che lo volessero una possibilità di scelta diversa da quella, troppo spesso obbligata, dell'aborto". Quanto alla polemica che è scoppiata in Italia, Meloni osserva che "sono due realtà che non vanno paragonate e chi lo fa, probabilmente, è in malafede o ha obiettivi ideologici".

Il presidente della Camera, Roberto Fico , parla di diritti negati: "Negare il diritto di scelta per le donne è una ferita per tutta la comunità. La decisione della Corte suprema americana è un triste e sconcertante passo indietro, che cancella anni di battaglie. I diritti vanno tutelati ogni giorno".

Il ministro della Salute, Roberto Speranza , punta invece il dito sul tema della cancellazioni di decenni di battaglie: "La sentenza della Corte suprema americana cancella mezzo secolo di battaglie per i diritti delle donne e ci dice che non dobbiamo mai considerare un progresso come acquisito per sempre. Dobbiamo continuare a batterci ogni giorno perché non si torni mai più indietro".

"La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti è stato un errore grave perché è figlia di una svolta ideologica della Corte", dice Enrico Letta , segretario del Partito Democratico. "La corte è stata cambiata profondamente da Trump - sottolinea il leader del Pd -, che ha immesso tre giudici con un furore ideologico che si è visto dal fatto che contemporaneamente ha deciso di dire no alle donne e sì alle armi. Francamente una scelta sconcertante che non aveva nessuna motivazione, che riporterà tensioni fortissime negli Stati Uniti, ma è una scelta americana che non ha nessun effetto in Europa e non avrà nessuna conseguenza in Italia".

"Il diritto all'interruzione di gravidanza è da annoverare tra le conquiste sociali su cui non è possibile fare passi indietro. Non sono ammissibili derive oscurantiste che mettono a rischio la libertà di scelta di ogni donna", ha invece scritto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte . "Quanto sta accadendo negli Stati Uniti dopo la sentenza della Corte Suprema, con sette Stati che si sono già attivati per precludere questa possibilità, è allarmante. Ognuno è libero di avere un proprio pensiero personale sul punto, e di agire sulla base delle proprie convinzioni, ma vedere alcuni esponenti politici italiani che festeggiano mentre milioni di donne si ritrovano private di questa possibilità deve far riflettere. In Italia la legge 194 garantisce, ormai dal 1978, questa facoltà, offrendo una soluzione equilibrata. Non permetteremo che venga posta in discussione. Non consentiremo un ritorno al passato".

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