Città del Vaticano, 24 maggio 2018 - Combattuta su più fronti dal mondo cattolico, a quarant’anni dalla sua entrata in vigore, la legge sull’aborto incassa un cauto riconoscimento da chi meno te lo aspetti: il presidente dei vescovi italiani, il cardinale Gualtiero Bassetti. "La legge 194 la conosciamo: bisogna apprezzare quei punti che erano fermi rispetto a certe proposte di legge di un totale relativismo sulla tutela della vita e della donna – ha detto l’arcivescovo di Perugia, rispondendo ai giornalisti a chiusura dei lavori dell’assemblea generale della Cei –. Partiva dal non essere a favore dell’aborto. C’erano i paletti che esprimevano un principio morale. Non dico che fosse buona, perché c'è un principio di morale che dice 'bonum ex integra causa', cioè devono essere buone tutte le basi su cui si poggia, ma bisogna distinguere e discernere".

Il numero uno dell’episcopato è tornato a parlare anche dello scenario politico attuale, tema già affontato un paio di giorni fa in occasione del suo intervento in apertura della plenaria dei vescovi, quando disse che era "giunto il momento di cogliere la sfida del nuovo che avanza nella politica italiana". Nel frattempo Giuseppe Conte è divenuto il premier in pectore di un esecutivo giallo-verde. Bassetti ha oggi assicurato che i vescovi su migranti, lavoro, tassazione progressiva e famiglia saranno "voce critica", ma "saremo anche disposti a collaborare" con l’esecutivo "escludendo comunque qualsiasi collateralismo" della Chiesa italiana.

Il cardinale ha anche rilanciato la necessità di un impegno dei cattolici in politica, dichiarando "superata", ma senza citarla esplicitamente, la fase ruiniana dell’inserimento dei cattolici nei vari partiti o nel governo, all'indomani della fine della Democrazia cristiana. "Ci siamo resi conto che questo non ha portato un gran frutto – è l’ammissione dell'arcivescovo–, perché non avendo coesione tra di loro, non sono stati quella voce concreta sui principi dell’uomo».

Durante i lavori dell’assemblea generale della Cei l’episcopato ha eletto anche i quattro delegati per il prossimo Sinodo dei vescovi sui giovani (3-28 ottobre). Si tratta dello stesso Bassetti, del ministro della Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, monsignor Pietro Fragnelli, ordinario di Trapani, dell’ausiliare di Genova, monsignor Nicolò Anselmi, e dell’assistente generale dell’Azione cattolica, monsignor Gualtiero Sigismondi, guida della diocesi di Foligno. Scelti anche i due sostituti: monsignor Arturo Aiello, vescovo di Avelino, e l'arcivescovo Claudio Giuliodori, assistente generale dell'Università cattolica. Le nomine saranno ratificate a breve dal Papa. In attesa del documento di lavoro del Sinodo, atteso per giugno, la Cei nei prossimi giorni lancerà un portale dedicato. Via libera anche alla promozione di una serie di pellegrinaggi a piedi,  a misura di ragazzi, lungo itinerari che valorizzano la tradizione e la spiritualità locale.