CAMPOBASSO È bufera su ’La Molisana’, il noto marchio di pasta. Al centro delle polemiche i nomi scelti per alcuni formati e, soprattutto, la descrizione che ne è stata fatta (poi cancellata) sul sito dell’azienda. "Negli anni Trenta l’Italia celebra la stagione del colonialismo con nuovi formati di pasta: Tripoline, Bengasine, Assabesi e Abissine. La pasta di semola diventa elemento aggregante? Perché no! Di sicuro sapore littorio, il nome delle Abissine Rigate all’estero si trasforma in ’shells’, ovvero conchiglie". Una descrizione che difficilmente poteva passare inosservata, quella a corredo di alcuni tipi di pasta prodotta e commercializzata da ’La Molisana, dal...

CAMPOBASSO

È bufera su ’La Molisana’, il noto marchio di pasta. Al centro delle polemiche i nomi scelti per alcuni formati e, soprattutto, la descrizione che ne è stata fatta (poi cancellata) sul sito dell’azienda. "Negli anni Trenta l’Italia celebra la stagione del colonialismo con nuovi formati di pasta: Tripoline, Bengasine, Assabesi e Abissine. La pasta di semola diventa elemento aggregante? Perché no! Di sicuro sapore littorio, il nome delle Abissine Rigate all’estero si trasforma in ’shells’, ovvero conchiglie". Una descrizione che difficilmente poteva passare inosservata, quella a corredo di alcuni tipi di pasta prodotta e commercializzata da ’La Molisana, dal 1912 Spirito Tenace’ come indica lo slogan della società.

Riferimenti storici al fascismo e al colonialismo che in un lampo si sono trasformati in una bufera nazionale. "Non abbiamo alcun intento celebrativo quando parliamo di questi formati storici, nati negli anni ’30. E infatti abbiamo provveduto a cambiare le schede descrittive dei prodotti – ha commentato la responsabile del marketing dell’azienda, Rossella Ferro –. Siamo molto attenti alla sensibilità dell’opinione pubblica e in questo caso l’unico errore è stato non ricontrollare tutte le schede affidate all’agenzia di comunicazione. E invece è la conferma che non si può perdere di vista nemmeno un dettaglio. Ribadisco che per noi non c’è alcun sentimento di celebrare quel periodo storico".

Ma ormai la polemica è esplosa sui social: la pagina Facebook del pastificio è stata sommersa di commenti negativi. "Ho letto la vostra replica ma l’errore (se volete chiamarlo così) è inaccettabile. La celebrazione del colonialismo ed il sapore littorio vendetelo ai fascisti... Che vergogna". E ancora: "Non dovete cambiare solo le descrizioni della pasta ma anche i nomi che riecheggiano quel periodo e che sono stati pensati per quel periodo. Vergognatevi, ci mancava solo l’apologia del colonialismo, il periodo più vergognoso della nostra storia".

In soccorso dell’azienda del Molise è arrivato un ’difensore’ particolare: l’Anpi. "Per chi conosce la storia della famiglia titolare del Pastificio ‘La Molisanà – commenta Michele Petraroia dell’Anpi Molise – non possono sorgere incomprensioni su un tema così delicato. I nazifascisti ritirandosi da Campobasso distrussero la loro azienda e nel dopoguerra come spesso ricordava l’onorevole Alfredo Marraffini del Pci, il capostipite della famiglia Ferro partecipava alle sottoscrizioni della Festa de L’Unità. In tutti i casi è opportuno che ‘La Molisana’ chiarisca, se necessario in modo più fermo, la propria totale estraneità a ogni riferimento col fascismo". E in serata arriva un altro passo indeitro dell’azienda, che nel frattempo si è fatta anche molta pubblicità: "Ci scusiamo per il riferimento che ha rievocato in maniera inaccettabile una pagina drammatica della storia. Cancellare l’errore non è possibile, ci impegniamo a revisionare il nome del formato in questione attingendo alla sua forma naturale".

Ma nel frattempo il settore della pasta italiana, nonostante l’inciampo ’fascista’, non sente la crisi. Oggi ‘La Molisana’ è un’azienda centenaria in forte espansione, recuperata dalla famiglia Ferro a un destino di decadenza, nel 2011. E gli acquisti di pasta Made in Italy che utilizza solo grano nazionale con 8 italiani su 10 (82%), spiega un report di Coldiretti, fanno segnare un aumento record del 29%.