Roncobilaccio (Bologna), 26 marzo 2021 - Inutile che aspetti, ormai non ti viene neanche più incontro il vecchio, sì quello che cantava Antonello Venditti, era “Bomba o non bomba”,  Roncobilaccio entrava nella storia (del traffico e della musica). E' un deserto qui, sul valico appenninico della gloriosa Autosole tra Bologna e Firenze, oggi ribattezzata Panoramica. Verso sud chiusure per lavori, verso nord si marcia tra i cantieri. E andando in questa direzione fermarsi all’autogrill (chiuso), passare davanti al distributore di benzina (chiuso), vuol dire veder sfrecciare in un’ora solo un mezzo di cantiere. Sarà una giornata sfortunata. Un pendolare di lungo corso mette in fila: “Arriva qui chi sbaglia, chi deve spostarsi tra i comuni di montagna, chi ha paura delle gallerie”. Già, perché la gemella variante di valico Direttissima – inaugurata da Renzi premier all’antivigilia di Natale, sei anni fa – è tutta un traforo. Gli stessi tunnel che sulla cara vecchia Autosole, sono da mesi - e lo saranno ancora per mesi - in "manutenzione straordinaria", perché bisogna adeguarsi in fretta alle direttive Ue.

Dopo il raddoppio e assieme ai cantieri perenni - che riguardano anche viadotti e manto stradale -, a dare il colpo di grazia alla Panoramica è arrivato il Covid.  Il rapporto 2020 di  Confcommercio-Conftrasporto  ha percentuali severe sul traffico autostradale in Italia: -32,2% a livello nazionale (peggio solo i treni, -41,7% e ancora peggio aerei e navi, -73%). Calo più contenuto per le merci (-25,8% per quelle che viaggiano su gomma). Anche se la tendenza di marzo  2021 dà un segnale di speranza.  

Il presidente di Conftrasporto Paolo Uggè mette in fila: "A gennaio la riduzione è stata del 7%, a febbraio del 2%, i primi dati di marzo parlano addirittura di un 3,5% in più. Ma c'è un altro indicatore importante: si sono ridotti i viaggi giornalieri, prima erano 10, oggi siamo scesi a 8". Conclusione non proprio felicissima: "Questo dimostra che l'export è trainante. Mentre l'elemento frenante sono i trasporti interni. Chiaro,  i consumi non ci sono". I tir tra Bologna e Firenze hanno scelto dall'inizio la Direttissima, dritta e più bassa, risparmio di carburante e di tempo. Oggi il traffico è 95% là e 5% qua. Se non fosse per il rumore in sottofondo dei cantieri e dei boscaioli, anche la vecchia autostrada sarebbe quell'oasi di pace che il cartellone pubblicizza per Bocca di Rio, il santuario dei miracoli, che veglia il traffico dall'alto dei monti. E vista da lassù, incastonata tra i boschi e le vallate, la Panoramica appare ormai  una parte del paesaggio. Alzi lo sguardo e vedi svettare l'insegna dell'hotel, la scritta gialla che ha sempre illuminato le notti dei viaggiatori, con quell'invito subito sotto, più in piccolo ma abbastanza grande da vedersi bene, "camere libere". Un altro pezzo di storia che è andato perso.

L'albergo, quartier generale dei Pooh e di Patty Pravo, ha chiuso nel 2018. Oggi è aperto solo il ristorante, gestione separata, "lavoriamo sopratuttto su Internet", spiegano nel locale. Chissà se un giorno, alla fine dei cantieri,  tornerà vita sull'Autosole dei miracoli, quasi 800 chilometri realizzati in 4 anni, Aldo Moro la inaugurò il 4 ottobre 1964, tre anni prima Amintore Fanfani aveva tagliato il nastro di questo tratto tra Bologna e Firenze. I sindaci dell'Appenino ci scommettono. Sono gli stessi che hanno battagliato con Autostrade per l'Italia, hanno chiesto un programma di chiusure scaglionate, per aiutare i pendolari, già provati dai lavori sulla linea ferroviaria Bologna-Prato. La Regione Emilia Romagna con l'assessore Andrea Corsini ha fatto da paciere. Il risultato: ancora per marzo chiusure dalle 22 del lunedì alle 18 del giovedì  tra Aglio in Toscana e Roncobilaccio, ma poi dall'8 aprile serrata 'solo' nei fine settimana lunghi (giovedì notte-lunedì mattina), mentre dal 19 i lavori in galleria andranno avanti con il traffico aperto. Infine i canrieri saranno sospesi a Pasqua. In attesa di una ripartenza. Chissà.