22 feb 2022

A vuoto l’ultimatum di Draghi Blitz (fallito) della Lega sul Pass

Alla Camera Salvini vota con Fd’I per abolirlo a marzo, in contrasto col governo. La proposta è stata bocciata

antonella coppari
Cronaca
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 48 anni
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 48 anni
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 48 anni

di Antonella Coppari L’ultimatum di Draghi della settimana scorsa non è servito a molto. Nemmeno quattro giorni dopo, la Lega spacca la maggioranza, il governo rischia di nuovo mentre si addensano altre e più scure nuvole all’orizzonte. A provocare l’incidente ieri è stato il solito Green pass, materia incandescente sulla quale l’esecutivo è andato sotto già due volte al Senato. In commissione Affari sociali della Camera il Carroccio ha votato a favore di un emendamento di Fd’I sulla quarantena dei bambini al decreto Covid che ha introdotto l’obbligo di vaccinazione per over 50, in contrasto con le indicazioni dell’esecutivo: bocciato. E poi ne ha presentato uno più esplosivo sull’eliminazione dell’obbligo della certificazione verde dopo il 31 marzo. "Se la situazione continua a migliorare – sottolinea il leader Matteo Salvini – tra 40 giorni si supera lo stato di emergenza e si superano tante restrizioni". Prima di procedere con il voto – che ha visto la proposta respinta per 22 a 13, più 5 astensioni – per alcune ore Montecitorio è diventata rovente, rivelando tutte le divisioni della maggioranza. Berlusconi si è dovuto spendere personalmente per convincere il suo partito ad astenersi senza appoggiare la Lega, in cambio chiede "una progressiva dismissione" del Green pass, e annuncia: "Daremo a Palazzo Chigi una nostra road map". Italia viva insiste perché l’allentamento delle misure venga ora concordato con il Paralmento. Insomma, i partiti non sono disposti a rinunciare alle loro bandiere, e ognuno ha la sua. Per FI è il tetto al contante, problemaccio che secondo il Ministero dell’Economia lede la credibilità dell’Italia di fronte all’Euorpa. Per i 5stelle è la solita Tav per la quale i fondi restano prudentemente congelati. Per la Lega è la riforma del catasto, ostacolo che tiene inchiodata alla postazione di partenza la delega fiscale. In questa situazione ...

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