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28 giu 2022

A urne chiuse parte la resa dei conti Meloni: regole comuni o vado da sola

"Subito un vertice", avverte la leader di Fd’I. Ma rischia di essere l’ennesimo inutile rito formale

28 giu 2022
antonella coppari
Cronaca
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 49 anni, e la presidente di Fd’I, Giorgia Meloni, classe 1977
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 49 anni, e la presidente di Fd’I, Giorgia Meloni, classe 1977
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 49 anni, e la presidente di Fd’I, Giorgia Meloni, classe 1977
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 49 anni, e la presidente di Fd’I, Giorgia Meloni, classe 1977
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 49 anni, e la presidente di Fd’I, Giorgia Meloni, classe 1977
Il leader della Lega, Matteo Salvini, 49 anni, e la presidente di Fd’I, Giorgia Meloni, classe 1977

di Antonella Coppari "Basta litigi". È con questo grido di battaglia che Matteo Salvini e Giorgia Meloni si scagliano l’uno contro l’altra. E lo scontro selvaggio prova che la lezione di queste amministrative non sembra essere stata compresa più della precedente tornata. Già l’analisi della sconfitta diventa l’occasione di una resa dei conti esasperata: in pubblico volano gli stracci, in privato è anche peggio. "Se non si trova un modo di convivere, delle regole di ingaggio condivise, meglio che ognuno vada per conto suo alle prossime elezioni", mette in chiaro con i suoi la leader di Fd’I. Del resto, sottolineano a via della Scrofa, c’è anche una parte di centro che guarda a noi. E d’altra parte, spiega il capo dei deputati Francesco Lollobrigida, "i sondaggi sono chiari: noi abbiamo il 22%, la Lega il 14, FI l’8 dunque siamo il 50% dell’alleanza". Fuor di metafora: Giorgia è la leader, gli altri devonon farsela piacere. Il guanto di sfida è afferrato a via Bellerio: "Lei vuole guidare il centrodestra? – dice il capo leghista ai fedelissimi – bene: mettiamola alla prova, vediamo cosa sa fare". Non che nelle dichiarazioni ufficiali risuoni un’aria meno minacciosa: "Ho trovato curiosa la polemica sul mancato apparentamento a Verona da parte degli alleati, con tanto di attacchi al sindaco di centrodestra a urne aperte", affonda Giorgia. Replica Salvini: "Non è possibile perdere in città importanti perché il centrodestra si divide e sceglie di non allargarsi e di includere altre forze ed energie, per paura, per calcolo o per interesse di parte". Si parla delle urne chiuse, ma la "sorella" d’Italia non perde occasione di ricordare quelle che devono ancora aprirsi: la vera prima linea dello scontro, la Sicilia. "Basta litigi a partire da lì" sottolinea. Perché nell’isola – che va al voto in autunno – l’intera ...

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