Desiderato come Scrooge, l’indomabile taccagno tratteggiato da Dickens, a una serata di beneficenza. Se il vaccino di AstraZeneca fosse un profilo social, i ‘Mi piace’ languirebbero decisamente. Soprattutto tra gli under 55 delle categorie considerate prioritarie (tra cui docenti e forze dell’ordine), che saranno i primi a riceverlo. Il problema è il tasso di efficacia contro l’infezione, che raggiunge dopo le due dosi appena il 62,6%. Il risultato più basso tra i tre composti (gli altri due sono Pfizer e Moderna che viaggiano tra il 94 e il 95%) attualmente approvati in Europa. Come se non bastasse, il siero messo a punto da...

Desiderato come Scrooge, l’indomabile taccagno tratteggiato da Dickens, a una serata di beneficenza. Se il vaccino di AstraZeneca fosse un profilo social, i ‘Mi piace’ languirebbero decisamente. Soprattutto tra gli under 55 delle categorie considerate prioritarie (tra cui docenti e forze dell’ordine), che saranno i primi a riceverlo. Il problema è il tasso di efficacia contro l’infezione, che raggiunge dopo le due dosi appena il 62,6%. Il risultato più basso tra i tre composti (gli altri due sono Pfizer e Moderna che viaggiano tra il 94 e il 95%) attualmente approvati in Europa. Come se non bastasse, il siero messo a punto da Oxford – che dovrebbe spedire in Italia 26 milioni di dosi entro la fine dell’anno – sembra offrire poca protezione anche contro le varianti (appena il 10% su quella sudafricana). E proprio per questi motivi i sindacati di polizia hanno già mostrato un deciso pollice verso. "La scelta di somministrare agli agenti il siero di AstraZeneca – attacca Domenico Pianese, segretario generale del Coisp – è inconcepibile. I poliziotti hanno contatti diretti con persone contagiate, come accade ad esempio nei centri di accoglienza e rimpatrio dei migranti. Un fattore che avrebbe dovuto suggerire la necessità di riservare agli agenti il vaccino che offre la più alta percentuale di efficacia anche nei confronti delle varianti al virus, ma non è stato così". Franco Gabrielli, il capo della Polizia, martedì ha parlato con i sindacati per cercare di vincere il loro scetticismo. "Io – avrebbe esordito secondo La Stampa – mi farò vaccinare con AstraZeneca appena potrò". Ma l’idea di dare il buon esempio pare non abbia sortito grandi effetti.

Anche tra gli insegnanti non c’è molto entusiasmo. "La decisione di di inserire il personale della scuola nelle priorità della campagna vaccinale, e soprattutto di utilizzare il vaccino AstraZeneca, è stata assunta – punta il dito Cisl Scuola – senza alcun coinvolgimento né del Comitato tecnico scientifico né dei sindacati".

Contagi Covid stabili. "Ma incombono le varianti del Coronavirus"

Ma tra oggi e domani, visto che in nove regioni sono già state consegnate 249mila dosi del siero di Oxford, cominceranno le somministrazioni. Il rischio, però, è che molti decidano di aspettare a proteggersi, in attesa di un siero più efficace. Anche perché al momento la possibilità di farsi inoculare soltanto mezza dose di vaccino durante la prima somministrazione – che secondo uno studio pubblicato su Lancet aumenterebbe al 90% l’efficacia del siero AstraZeneca una volta finito il ciclo – non è percorribile. "L’azienda produttrice – spiega l’Aifa – non ci ha chiesto di valutare questa opzione e noi non abbiamo alcuna possibilità di introdurla".

Covid: bollettino dell'11 febbraio e contagi nelle regioni

Proprio per evitare il fuggi fuggi, il ministero della Sanità con una circolare ha messo le mani avanti: "Il vaccino, la cui seconda dose va somministrata dopo 12 settimane, garantisce, secondo quanto affermato dall’azienda, una copertura del 100% contro malattia grave e rischio di ospedalizzazione". Che tradotto brutalmente dal burocratese significa: con AstraZeneca al massimo vi verrà una bella febbre, ma non verrete ricoverati.