L’attrice Marilyn Monroe al bancone del 21 Club, correva l’anno 1954
L’attrice Marilyn Monroe al bancone del 21 Club, correva l’anno 1954
di Giampaolo Pioli Ci sono almeno 3 ragioni per non dimenticare il "21Club" sulla cinquantaduesima strada. E’ sempre stato uno dei più cari e famosi ristoranti di New York, celebre le sue bistecche e il servizio impeccabile. Il posto dove andare per vedere chi c’è ed essere visti, perché frequentato a pranzo e a cena da star , presidenti e miliardari di ogni tipo. Da ultimo perché la scaletta di moquette rossa vicina alle cucine dove Hemingway aveva sedotto e fatto sesso con l’amante di un boss mafioso è sempre stata spolverata ma mai toccata come se fosse uno storico luogo del destino. Molti newyorkesi che non ci hanno mai messo...

di Giampaolo Pioli

Ci sono almeno 3 ragioni per non dimenticare il "21Club" sulla cinquantaduesima strada. E’ sempre stato uno dei più cari e famosi ristoranti di New York, celebre le sue bistecche e il servizio impeccabile. Il posto dove andare per vedere chi c’è ed essere visti, perché frequentato a pranzo e a cena da star , presidenti e miliardari di ogni tipo. Da ultimo perché la scaletta di moquette rossa vicina alle cucine dove Hemingway aveva sedotto e fatto sesso con l’amante di un boss mafioso è sempre stata spolverata ma mai toccata come se fosse uno storico luogo del destino. Molti newyorkesi che non ci hanno mai messo piede, dati i costi, riconoscono il "21Club" dal suo cancello di ferro all’ingresso ma soprattutto per gli inconfondibili 33 fantini sul balcone e sulle scale che salutano chi entra e chi esce.

Peccato che anche uno storico locale come questo, aperto nel gennaio del 1930, in pieno proibizionismo, e diventato subito famoso perchè serviva alcolici sotto il naso della polizia, non sia riuscito a resistere al Covid e ieri abbia annunciato la chiusura.

In realtà potrebbe essere solo un lungo arrivederci nel futuro, ma la notizia ha coinciso con l’ordine del governatore Cuomo che proibisce tutte le attività e i pranzi all’interno dei ristoranti perché New York ha gli ospedali pieni e sta ridiventando una pericolosa zona rossa. Il "21 Club", che non serviva più una bistecca con le cipolle fritte da marzo, ha resistito grazie agli assegni di disoccupazione, che però tra pochi giorni finiranno. Così la proprietà è stata costretta a licenziare tutti i 148 dipendenti.

Con la seconda ondata di contagi dopo il lockdown, Manhattan semideserta, si è trasformata in una piccola Parigi, dove si mangia solo sui marciapiedi all’aperto. Ma quello davanti al "21 club" è troppo piccolo e non c’è spazio per i tavolini. Inoltre il valore e il sapore dello storico ristorante è tutto all’interno con le sue salette, sui due piani, i camerieri in alta uniforme e guanti bianchi, la stupenda cantina dei vini da 5000 dollari a bottiglia che spesso venivano stappati tra i capitani d’industria per celebrare un contratto.

Durante il proibizionismo la cantina clandestina era separata da un muro spessissimo e si entrava da una porta segreta attraverso la casa di fianco. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione più volte ma un complesso sistema di tende in pochi minuti faceva sparire l’intero bar. Inoltre il capo della polizia era uno degli ospiti abituali.

Adesso nelle celle climatizzate ci sono le etichette delle collezioni private dei presidenti, da Ford a Nixon a John Kennedy che le spedivano direttamente dalla Casa Bianca per poi berle quando si trovavano a New York. Forse anche grazie alle prodezze erotiche di Ernest Hemingway il "21 Club" è diventato una location cinematografica per "Sex and the city" dove Sarah Jessica Parker veniva sedotta da Chris Noth.

Alle pareti le foto di Elisabeth Taylor, Sofia Loren, Jakie Kennedy e Aristotele Onassis, sono solo parte di un’enorme costellazione che va da Bill Clinton a George Bush, da Carter a Kissinger da Marilyn Monroe a Judy Garland e non poteva Donald Trump che usava il ristorante per celebrare i compleanni.