Matteo Salvini, 48 anni, insieme al candidato sindaco Fabio Battistini, 64 anni
Matteo Salvini, 48 anni, insieme al candidato sindaco Fabio Battistini, 64 anni
di Luca Orsi Dopo avere sfiorato la rottura, a Bologna il centrodestra trova l’accordo sul candidato sindaco. La scelta di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, come già nelle altre gradi città al voto in ottobre, cade su un civico. È Fabio Battistini – 64 anni, imprenditore – in pista già da dicembre con una propria lista, presentata in piazza Maggiore, cuore della città. Da tempo, Matteo Salvini aveva fatto capire di puntare su Battistini. Ed erano via via sfumati nomi più o meno credibili finiti nel gioco del totocandidato. Su un punto, il leader della Lega non era disposto a cedere: anche sotto le Due Torri la...

di Luca Orsi

Dopo avere sfiorato la rottura, a Bologna il centrodestra trova l’accordo sul candidato sindaco. La scelta di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, come già nelle altre gradi città al voto in ottobre, cade su un civico. È Fabio Battistini – 64 anni, imprenditore – in pista già da dicembre con una propria lista, presentata in piazza Maggiore, cuore della città.

Da tempo, Matteo Salvini aveva fatto capire di puntare su Battistini. Ed erano via via sfumati nomi più o meno credibili finiti nel gioco del totocandidato. Su un punto, il leader della Lega non era disposto a cedere: anche sotto le Due Torri la scelta doveva essere civica.

Ieri, a Bologna, a un banchetto per il referendum sulla Giustizia, Salvini ha di fatto ‘incoronato’ Battistini, che lo ha raggiunto. Il messaggio agli alleati è chiaro, ma tutto teso a evitare strappi: "Non mi permetto di imporre niente a nessuno, ma se dovessi scegliere io sulla base di quello che ho sentito dai bolognesi, il candidato sarebbe Fabio". Quindi l’appello: "Conto che nelle prossime ore tutti gli altri amici e alleati diano il loro parere, perché siamo al 19 luglio, si vota il 10 ottobre".

Il primo via libera è di Fratelli d’Italia. Pochi giorni fa, proprio a Bologna, Giorgia Meloni aveva ribadito: "Nessun veto e nessuna preferenza". E aveva promesso una decisione a breve. Ieri, il deputato Galeazzo Bignami annuncia "la disponibilità" di FdI a sostenere Battistini. "Il bene di Bologna e l’unità della coalizione vengono prima di ogni cosa e confidiamo che tutti gli alleati convergano su questa proposta".

A questo punto manca all’appello solo FI. Che fino a sabato sera aveva rilanciato il nome di Andrea Cangini, senatore, già direttore di Qn e Carlino. Su Cangini Salvini aveva sempre fatto muro. E ieri ha ribadito il suo no: "Rispetto le idee di tutti, ma abbiamo fatto una scelta come centrodestra di non candidare parlamentari. A Bologna ci starebbe bene un imprenditore".

Forza Italia, isolata, converge su Battistini, in nome "del centrodestra unito". Enrico Aimi, senatore e coordinatore regionale, gli assicura "incondizionato appoggio politico, per offrire ai bolognesi una concreta e valida possibilità di vittoria". Cangini, "uomo di grandi capacità e visione, avrebbe rappresentato un’ottima scelta come candidato sindaco per Bologna".

Battistini ringrazia per il triplo endorsemet, ma rimarca e difende subito la natura civica della propria candidatura: "Non sono il candidato del centrodestra", avverte. Precisa: "Sono il candidato di un’area ben più ampia". E promette di spingersi a cercare voti "fino all’ultimo degli elettori che alle primarie del centrosinistra ha votato Isabella Conti", sconfitta dal dem Matteo Lepore, candidato sindaco del centrosinistra a Bologna.

Cangini fa "i più sinceri auguri di vittoria" a Battistini. Ma non risparmia una stilettata a Salvini: "Il Comune di Bologna è contendibile da tempo. La volta scorsa Matteo Salvini impose un candidato della Lega (Lucia Borgonzoni, ndr), questa volta ha imposto un candidato civico. Oggi come allora si è assunto una grossa responsabilità: spero che l’esito sia migliore".