Civili afghani si imbarcano su un aereo cargo americano all’aeroporto di Kabul
Civili afghani si imbarcano su un aereo cargo americano all’aeroporto di Kabul
di Giampaolo Pioli A Kabul il Pentagono accelera il ponte aereo, annunciando che dal 14 agosto sono stati più di 80,000 gli stranieri evacuati dalla capitale afghana. Solo ieri 18,900 persone. Ad irritare però la Casa Bianca e lo stesso Pentagono ieri è stato il blitz di due deputati americani, uno repubblicano e uno democratico, entrambi ex veterani che sono riusciti a raggiungere Kabul per ispezionare direttamente i flussi del rimpatrio. "Hanno solo fatto perdere tempo alle operazioni - ha detto il ministro della difesa Usa Austin...

di Giampaolo Pioli

A Kabul il Pentagono accelera il ponte aereo, annunciando che dal 14 agosto sono stati più di 80,000 gli stranieri evacuati dalla capitale afghana. Solo ieri 18,900 persone. Ad irritare però la Casa Bianca e lo stesso Pentagono ieri è stato il blitz di due deputati americani, uno repubblicano e uno democratico, entrambi ex veterani che sono riusciti a raggiungere Kabul per ispezionare direttamente i flussi del rimpatrio. "Hanno solo fatto perdere tempo alle operazioni - ha detto il ministro della difesa Usa Austin - Avrei preferito che si fossero consultati prima con me e li avrei sconsigliati fortemente".

Adesso tutti i membri del G7, davanti alla concreta minaccia terroristica, confermano il rispetto del 31 agosto come data irremovibile per il ritiro. Solo il personale delle Nazioni Unite, ha detto il segretario generale dell’Onu Guterres, nonostante alcuni funzionari siano stati picchiati dai talebani, resterà per rimanere vicino al popolo afghano. Intanto a Kabul Erik Prince, signore delle guerre private e fratello dell’ex ministra dell’Istruzione di Trump, offre passaggi verso la libertà alla modica cifra di 6500 dollari a persona.

Sul fronte politico la Casa Bianca cerca la sponda del G20, proposto del presidente del Consiglio Mario Draghi, concordando sulla necessità di coinvolgere non solo Cina e Russia, ma anche Turchia, India, Pakistan Arabia Saudita e Iran. Una telefonata fra Xi Jinping e Putin ha prodotto un breve comunicato congiunto che sostiene: "Il nuovo governo di Kabul dovrà essere inclusivo" senza menzionare il rispetto dei diritti umani. Gli aiuti dal Fmi e dalla Banca Mondiale sono stati bloccati, in mancanza delle necessarie garanzie umanitarie che riguardano anche l’incolumità degli afghani lungo i corridoi di flusso per uscire dal paese.

Avendo rinunciato ad usare la forza, Biden punta adesso tutti i suoi sforzi sulla pressione economica verso i talebani, nel tentativo di ottenere una risposta globale unica e compatta.

Dietro le quinte, però, numerosi lobbisti di Washington stanno iniziando le pressioni sul presidente Usa affinchè riapra al più presto un canale di comunicazione con Pechino sul piano commerciale ed economico, senza insistere in una intricata e pericolosa disputa geopolitica sul controllo delle acque del Pacifico, che vedono le forze armate cinesi in posizione molto aggressiva. Biden però non ha tolto in fretta e furia i marines da Kabul per imbarcarli sulle grandi portaerei nucleari dirette nel Pacifico o a pattugliare il mar della Cina. Il presidente pensa soprattutto a combattere il Covid che ritorna, e a raggiungere una stabilità economica interna con l’approvazione del gigantesco piano per le infrastrutture.