Ucciso per poche centinaia di euro. I carabinieri di Livorno stanno indagando sulla morte di un uomo di 94 anni che inizialmente sembrava da attribuirsi a un malore. Ma poi sono emerse una serie di incongruenze che hanno fatto aprire alla Procura un fascicolo con l’omicidio come ipotesi di reato. Arrestati un uomo e una donna. La vittima,...

Ucciso per poche centinaia di euro. I carabinieri di Livorno stanno indagando sulla morte di un uomo di 94 anni che inizialmente sembrava da attribuirsi a un malore. Ma poi sono emerse una serie di incongruenze che hanno fatto aprire alla Procura un fascicolo con l’omicidio come ipotesi di reato. Arrestati un uomo e una donna. La vittima, Nazzario Degl’Innocenti, (conosciuto come Nazzario Cerrai) abitava in via Garibaldi. In un pomeriggio di fine agosto ha aperto la porta alla coppia. L’anziano conosceva bene la donna: era stata la sua badante e anche dopo aver cessato il lavoro era rimasta un’amicizia.

E proprio quell’amica avrebbe poi fatto entrare il convivente. Con una scusa hanno distratto l’anziano e hanno approfittato dell’occasione per il furto degli oggetti in oro e di alcune centinaia di euro in contanti, nascosti in un posto che solo chi frequenta la casa poteva conoscere. Qualcosa è andato storto. O l’anziano si è accorto dell’intenzione dei due, e così è stato soffocato con un cuscino, o è stato colpito. O peggio i due sono entrati con l’intenzione di uccidere e poi rubare. Sarà la Procura a stabilire se si è trattato di un omicidio premeditato o no. È la prima ricostruzione dei carabinieri di Livorno, che su ordine della Procura hanno arrestato i due conviventi, (l’uomo C. G. di 46 anni e la donna R.I. di 49), ritenuti responsabili di omicidio volontario, rapina aggravata e furto aggravato. Il corpo dell’anziano era stato trovato il 27 agosto. A dare l’allarme era stato il figlio, non ricevendo risposte alle tante telefonate. In un primo momento si era pensato a un decesso per cause naturali. Poi il colpo di scena dopo che i sospetti dei carabinieri hanno trovato riscontri oggettivi.

Maila Papi

Luca Filippi