La polizia sul luogo dell’incidente avvenuto ieri pomeriggio. Si cerca di capire la dinamica della tragedia
La polizia sul luogo dell’incidente avvenuto ieri pomeriggio. Si cerca di capire la dinamica della tragedia
di Rosario Palazzolo SESTO SAN GIOVANNI (Milano) A 13 anni sfrecciava su un monopattino non suo e probabilmente illegale, lungo una pista ciclabile della periferia di Sesto San Giovanni, nel Milanese. È morto Fabio Mosca, il giovane sestese vittima di uno schianto violentissimo sul nastro d’asfalto tutto nuovo di viale Gramsci. Un incidente assurdo e tragico, su un tratto del tutto deserto. A provocarlo potrebbe essere stata l’inesperienza e l’eccessiva potenza del...

di Rosario Palazzolo

SESTO SAN GIOVANNI (Milano)

A 13 anni sfrecciava su un monopattino non suo e probabilmente illegale, lungo una pista ciclabile della periferia di Sesto San Giovanni, nel Milanese. È morto Fabio Mosca, il giovane sestese vittima di uno schianto violentissimo sul nastro d’asfalto tutto nuovo di viale Gramsci. Un incidente assurdo e tragico, su un tratto del tutto deserto. A provocarlo potrebbe essere stata l’inesperienza e l’eccessiva potenza del mezzo, un monopattino elettrico di grandi dimensioni molto simile a quelli che a inizio estate la procura di Milano aveva posto sotto sequestro perché non omologati e ritenuti pericolosi. Il ragazzo stava trascorrendo il pomeriggio nel parchetto insieme a un amico 17enne e al padre di quest’ultimo. Fabio era affascinato dal nuovo monopattino dell’amico. Un mezzo di dimensioni grandi e probabilmente di potenza molto più elevata rispetto a quelli normalmente in commercio (ma questo dovranno verificarlo le autorità). Nonostante le norme vietino l’uso di monopattini ai minori di 14 anni, il giovane è salito sul mezzo e l’ha provato sulla nuova pista nuova, liscia e circondata da cordoli di sicurezza. Ha perso il controllo, per cause che devono essere ancora stabilite, ed è stato letteralmente catapultato al suolo, battendo il viso in modo violento. La Procura di Monza, come ha confermato il procuratore della Repubblica Claudio Gittardi, vaglierà ora eventuali responsabilità di altre persone: all’inizio si era parlato della presenza sul posto del padre dell’amico del giovane deceduto, ma poi è stata smentita dalla stessa procura.

Le sue condizioni sono parse subito gravissime a causa del trauma cranico e facciale. Sul posto, insieme al 118 sono intervenuti i medici di Niguarda che hanno tentato la rinanimazione sul posto. Una volta trasportato al pronto soccorso dell’ospedale milanese, la situazione è precipitata e il ragazzo è morto. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia locale. Ora spetterà alle forze dell’ordine stabilire l’esatta dinamica dell’incidente. Sotto accusa c’è quel monopattino che non soltanto è stato imprudentemente affidato a un ragazzino inesperto, ma che sarebbe addirittura non omologato. Le forze dell’ordine lo hanno posto sotto sequestro. A Milano dal primo giugno 2020 a oggi Areu ha ricevuto 640 richieste di soccorso per incidenti con monopattini.