Catanzaro, 3 gennaio 2013  - Un bambino di 5 anni non accettato a scuola perché affetto da fibrosi cistica. A denunciare il fatto è la Lega italiana fibrosi cistica che ha raccolto la testimonianza della madre. Il fatto è accaduto a Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro, ed era stato segnalato dal “Quotidiano della Calabria” lo scorso 20 dicembre.

Secondo quanto evidenziato dall’associazione, al bambino sarebbe stata rifiutata l’iscrizione perché “il nostro istituto non può essere scambiato per un ospedale e non può quindi assistere persone affette da malattie infettive”. Questa, almeno, sarebbe stata la motivazione con cui la scuola pubblica per l’infanzia “Suor Salvatorina Casadonte” di Montepaone Lido, ha rifiutato l’iscrizione. 

Inutili i tentativi della madre di spiegare al dirigente scolastico che non si tratta di una malattia contagiosa, in grado di mettere a rischio la salute degli altri bambini. Il piccolo è stato, quindi, iscritto in un istituto di Soverato, un centro distante alcuni chilometri.

L’associazione ha scritto una lettera indirizzata al ministro dell’Istruzione, al sindaco del comune di Montepaone, all’Ufficio scolastico regionale della Calabria e a quello provinciale di Catanzaro, chiedendo un intervento immediato per la definitiva risoluzione del problema e sottolineando che deve essere rispettato il diritto all’istruzione e alla socializzazione del bambino discriminato.

“Il fatto è estremamente grave - è scritto nella missiva - perché un bambino affetto da fibrosi cistica è un bambino dall’aspetto normale e dall’intelligenza vivace, che pero’ lotta tutta la vita contro una malattia subdola e progressiva che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e digestivo”. Secondo Silvana Mattia Colombi, vicepresidente dell’associazione, “gli ostacoli sono ancora una volta posti proprio da quelle istituzioni che dovrebbero tutelare il bambino e consentirgli un totale e sereno inserimento scolastico e sociale e che invece, con troppa superficialita’, lo hanno discriminato, negandogli alcuni dei suoi diritti fondamentali, quali la formazione e la socializzazione”.

Fonte Agi