Salerno, 6 settembre 2010 - E' stato ucciso il sindaco di Pollica-Acciaroli, comune del Cilento nel Salernitano. Angelo Vassallo, 57 anni, è stato freddato verso le 23 da alcuni colpi d'arma da fuoco esplosi sia alla testa che al collo. Il cadavere è stato rinvenuto in una pozza di sangue dalla moglie all'interno della propria auto, un'Audi A4. La vettura era in una strada isolata, in salita, sul percorso che conduce alla sua abitazione.

I carabinieri, arrivati sul luogo del delitto intorno alle 2 di questa mattina, hanno rinvenuto nove colpi d'arma da fuoco. Indagini a tutto campo, non privilegiando alcuna pista, sia personale che politica.  Vassallo non aveva alcun problema con la giustizia e si è sempre distinto per essere un sindaco 'dinamico' che si batteva per la legalità e contro le ingiustizie. Lascia due figli.
 

CHI ERA -  Vassallo era stato rieletto primo cittadino del comune salernitano diviso in due frazioni nel marzo di questo anno. Candidatosi con una lista civica di orientamento di centro sinistra 'Insieme per Pollica'. Vassallo, che già per Dl era stato consigliere nella Provincia di Salerno, governava Pollica-Acciaroli dal 2005. Era detto il 'sindaco pescatore', dato la sua attività imprenditoriale nel settore ittico gestita insieme al fratello, e le sue battaglie per la legalità e il rispetto dell'ambiente, su cui aveva investito come amministratore pubblico, avevano fruttato alla località costiera cilentana riconoscimenti quali le 'bandiere blu' e un rilancio turistico. Moglie e figli di Vassallo gestiscono attività di ristorazione. Il pm Angelo Greco di Vallo della Lucania, che gestisce le indagini sull'omicidio, ai microfoni del Tg1 ha ricordato come fosse "un simbolo di legalità. Era un uomo che si batteva contro l'illegalità ed era sempre in prima linea". Iscritto al Pd, aveva firmato, nei suoi mandati da sindaco, varie ordinanze singolari, quali quella nel 2009 che istituiva multe da 500 a 1000 euro per chi gettasse in strada mozziconi di sigarette,  quella con cui nello stesso anno aveva stabilito la revoca di eventuali concessioni comunali per chi non fosse in regola con tasse e tributi. Circa due settimane fa, poi, aveva proposto di riservare una spiaggia ai cani, con servizio navetta. Il sindaco non si sottraeva a nessuna battaglia. Nel novembre 2009, infatti, quando la capitaneria di porto di Salerno interdì al traffico marino il porto di Acciaroli dopo una mareggiata, Vassallo scrisse al ministro dei Trasporti. "L'area portuale è in perfetta sicurezza - disse alla stampa locale - ci sono solo tre cassette della luce danneggiate che ripristineremo immediatamente. Bastava che la Capitaneria avvisasse il Comune e i tecnici avrebbero provveduto". Proprio sui lavori nel porto, a suo giudizio "fatti male" da una ditta napoletana, l'amministrazione di Vassallo aveva aperto un contenzioso.

C'erano però delle denunce nei suoi confronti - secondo quanto si apprende - per estorsione, concussione e reati contro l’amministrazione della giustizia; denunce che sono ora al vaglio degli investigatori e degli inquirenti per verificare se vi possa essere un collegamento tra queste e l’agguato della scorsa notte.

PAESE SOTTO CHOC - Esercizi pubblici con le serrande abbassate, silenzio irreale, cartellini ‘’chiuso per lutto cittadino’’ all’esterno di alcuni bar e ristoranti. E’ il volto di un paese sotto choc quello che si presenta stamane nel porto di Pollica: una zona di solito allegramente animata da residenti e turisti, ancora molto numerosi in questa prima settimana di settembre, è caratterizzata stamane da un silenzio irreale.Persino le auto camminano lentamente, nella zona del porto, mentre capannelli di turisti si formano per chiedere cosa sia successo. Nessuno dal Comune ha proclamato il lutto cittadino, ma molti esercenti hanno usato questa formula per manifestare il proprio dolore sulle saracinesche abbassate. ‘’Abbiamo deciso di chiudere - dice il titolare di una pasticceria - perché Angelo Vassallo era una persona seria, un lavoratore che ha dato lustro a questa località balneare. Non è un caso che da anni veniamo premiati con la bandiera blu da Legambiente: è uno dei segni del lavoro realizzato dal sindaco’’

LE REAZIONI - "Profondamente commossi ci stringiamo attorno alla moglie, ai figli e a tutta la famiglia Vassallo e la comunità di Pollica. Con Angelo perdiamo un caro amico e un amministratore da sempre in prima linea per difendere l'ambiente e la legalità". Così in una nota il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri e il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo, esprimono il cordoglio di tutta l'associazione per la scomparsa del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. In oltre dieci di lavoro insieme "con Vassallo abbiamo condiviso le tante iniziative virtuose, le buone pratiche del suo Comune e battaglie come quella per il parco del Cilento e contro gli abusi edilizi. Ci mancherà - concludono i dirigenti di Legambiente - la sua serena determinazione e la sua voglia di lavorare per un Cilento più pulito e più civile" . Si unisce al cordoglio anche l'associazione Slow Food. "Questa tragedia - dice il presidente Carlo Petrini - ci colpisce profondamente. Con il suo operato di sindaco è stato un esempio per il Cilento nella tutela del territorio e nella valorizzazione dell'agricoltura locale. E forse proprio questa sua assidua attività è una delle cause dell'agguato''.

 

INDAGINI A TUTTO CAMPO - Sono stati nove colpi calibro 9x21 ad uccidere Angelo Vassallo, il sindaco 57enne di Pollica, comune del Cilento. I carabinieri del reparto operativo di Salerno e i colleghi della compagnia di Vallo della Lucania hanno, da poco, avuto l’autorizzazione da parte del magistrato di rimuovere il cadavere rinvenuto nella tarda serata di ieri in località Cerza Longa, a poca distanza dall’abitazione del sindaco. Il cadavere, crivellato di colpi alla testa e al collo era in una pozza di sangue all’interno di un’Audi A4 sul ciglio della strada. A rinvenire il corpo senza vita di Vassallo la moglie che, preoccupata per il suo ritardo, ha iniziato le ricerche. Una prima ricostruzione della dinamica dell'agguato al sindaco Vassallo, colloca l'orario della morte intorno tra le 22.30 e le 23.30 di questa notte. Il sindaco stava rientrando a casa percorrendo una strada comunale stretta, ripida e in salita, completata da poco più di un anno, nei pressi del depuratore, quando, poco prima del bivio che conduce alla sua abitazione, alla sua macchina, una Audi station wagon grigia, è stata bloccata da un'altra che veniva contromano. Una persona, forse due, si sono avvicinate al finestrino e hanno esploso colpi da una pistola calibro 9 in rapida successione, centrando il cuore, la testa e la gola di Vassallo, seduto ancora al posto di guida. Sul posto, ora, un fascio di fiori e tracce di sangue. Il sindaco ieri fino alle 17 era con i primi cittadini della Comunità Parco del Cilento, di cui era presidente, a Cuccaro vetere, per un incontro in cui fare il punto dei problemi dell'ente parco. "Era tranquillo", sottolinea il sindaco di Cuccaro Simone Valiante. Intorno all'una di notte, la moglie di Vassallo, non vedendolo rientrare, ha prima cercato il cognato, poi è uscita di casa a cercarlo e lo ha trovato morto. Subito è partita la sua chiamata ai carabinieri. La zona in cui l'auto era ferma è isolata, solo circa 300 metri dopo c'è la prima casa abitata, e quella del sindaco è a 500 metri in linea d'aria, ma nascosta da una serie di curve.
 


Nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia presso l’ospedale di Vallo della Lucania dove è stato trasportato il cadavere. Le indagini, coordinate dalle Procure di Salerno e di Vallo della Lucania, per il momento non hanno avuto esito. Secondo quanto si apprende continuano ad essere tutte le piste battute dagli investigatori per risalire al movente e agli autori del brutale assassinio. Le modalità fanno pensare ad un agguato di stampo camorristico, ma non si esclude alcun movente. Per il momento i carabinieri e i magistrati stanno ascoltando i parenti, i conoscenti e i collaboratori del sindaco che, secondo quanto si è ribadito da più fonti, era una persona benvoluta da tutti.