{{IMG_SX}} Bologna, 19 giugno 2008 - Alle porte della stagione estiva non bastano i maltrattamenti e l'abbandono degli animali, si aggiungono nei loro confronti anche casi di 'malasanità' per negligenze, ma anche per prescrizioni errate e mancato soccorso dei veterinari.  Durante il mese di aprile 2005 è stata presentata alla Camera una legge per la “Regolamentazione della professione veterinaria e la tutela sanitaria per gli animali domestici” per cercare di aumentare il senso di responsabilità e professionalità dei medici.

Eppure i casi di malasanità animale sono in continua ascesa e possono essere paragonati al numero dei casi umani. Ecco la testimonianza di Paola Cavallero, giornalista e padrona di Gilda, un'anziana gatta di 17 anni, ci aiuta a capire quanto sia difficile superare il dispiacere per una morte evitabile e dovuta a carenze non solo mediche, ma anche etico-morali.

 

Ci racconti quello che è successo

“Dopo numerosi casi di negligenza veterinaria, la mia gatta, paziente della Clinica universitaria del Dipartimento di Pisa, muore. Il ricercatore specializzato che la doveva operare insieme all'equipe, fugge all'improvviso per motivi personali e lascia Gilda in sala operatoria. Nel frattempo era stata cambiata la Direzione del Dipartimento affidata così ad un Professore di Ginecologia delle cavalle totalmente incompetente. Si cerca di trovare una soluzione e finalmente la gatta viene operata. Mi sono affidata a molti medici per avere dei pareri sulle sue malattie e, quando ho deciso di rivolgermi a Milano, l'equipe aveva bisogno delle cartelle cliniche e dei dati delle precedenti anestesie che non sono mai riuscita ad avere. L'unico documento che è stato scritto era in forma anonima ed era anche errato. Non c'erano neanche le dosi dei farmaci somministrati necessari ai medici. Nel frattempo nella milza erano proliferati tre noduli. Mi sono rivolta anche all'Università di Parma dove mi hanno chiesto le precedenti trasfusioni di sangue poiché la visita rilevava un'anemia. Nonostante mi continuassero a dire che i dati erano già stati inviati, ciò non è mai accaduto. Il Professore all’Università di Camerino Giacomo Rossi, conosce le cellule del tumore. Prescrive un farmaco per il sistema immunitario. La paziente si riprende un pochino. E’ l’alba dell’ultimo viaggio, per la chemioterapia atossica studiata dal Professore Paolo Buracco, massimo esperto di Oncologia veterinaria. L’ecografia a Parma mostrava che le dimensioni del primo nodulo al fegato erano cresciute poco nell’ultimo mese: 2 millimetri e Gilda muore.”

 

E' d'accordo con l'eutanasia nei confronti degli animali in casi di estrema sofferenza?

“Non voglio che il caso di Gilda, la mia gatta, appaia come un accanimento terapeutico. Malgrado i suoi 17 anni, se curata in modo corretto, poteva essere salvata. Sono venuta a conoscenza di episodi ingiusti come quello di un cane di soli tre anni che è stato condannato a morte nonostante la sua giovane età. Pochi animali sono trattati come sostiene la commissione Ue che li definisce “esseri senzienti” nel Programma Benessere degli animali 2006 – 2010. Ci sono fatti, di cui io stessa sono testimone che dimostrano come l'eutanasia nei confronti degli animali convenga anche agli anestesisti per il semplice fatto che non comporta spese, si risparmiano anche ore di lavoro e farmaci. Gli anestesisti in realtà hanno più paura dei chirurghi perchè sono proprio loro che si prendono tutte le responsabilità di reazione del paziente e hanno la sua vita nelle loro mani. Io volevo solo regalare a Gilda una morte dignitosa. Quando l'ho 'raccolta' per la strada aveva solo due mesi e per me da quel momento è diventata come un componente della mia famiglia. Ritengo che la sua morte sia stata una vera e propria esecuzione”

 

L'etica medica di un professionista che cura gli umani può essere posta alla pari del comportamento da osservare verso gli animali?

“Nel momento in cui si parla di 'Facoltà di medicina veterinaria' noi facciamo riferimento ad un medico a tutti gli effetti il cui paziente è l'animale. Per il veterinario il cuore di un umano è alla pari della sopravvivenza di un gatto. Quello che mi è successo viene chiamato nel gergo medico 'mal practis' mentre in quello comune 'malavida veterinaria' che rappresenta un insieme di comportamenti adottati in modo negligente nei confronti dei pazienti. La mia gatta era una paziente della Clinica Universitaria dalla quale sono rimasta molto delusa. Un medico pagato dall'Università con fondi pubblici, avrebbe dovuto salvaguardare e proteggere un paziente. Mi aspettavo un trattamento istituzionale che permettesse la cura di Gilda che invece ha dovuto attendere per cinque ore l'inizio dell'intervento. Per alcune persone gli animali sono fonte di benessere e compagnia. E' giusto che un veterinario faccia il lavoro in cui è specializzato: curare gli animali. Il problema è che ci sono delle carenze di fondo ... Parma per esempio non ha un oncologo che sia specializzato in questi casi. Aggiungo inoltre che si è ormai diffusa la paura di fare interventi i cui risultati potrebbero essere negativi.”

 

Crede che la carenza etico-professionale da lei subita sia la conseguenza di una mancanza di rispetto nei confronti degli animali che sta proliferando in genere nella nostra società?

“Io ho parlato anche con grandi professori, luminari in materia, che mi hanno detto che in realtà è molto aumentato il desiderio da parte della gente di possedere un animale. Mi hanno raccontato un episodio molto tenero di un contadino che aveva come unico mezzo di trasporto una bicicletta e che si recava ogni giorno al Dipartimento veterinario di Parma per permettere alla sua gatta di fare delle iniezioni. La coscienza delle persone si sta formando. Il professore Giacomo Rossi, anatomopatologo veterinario dell’Università di Camerino sostiene che bisognare fare riferimento al fatto che esiste “una nuova coscienza” che si sta sviluppando anche tra i proprietari degli animali circa l’adeguato trattamento delle forme neoplastiche. La verità è che quando lo scienziato propone delle ricerche sulle cure per i tumori degli animali, ci si trova con le porte chiuse in faccia. Sicuramente è giusto perseguire anche a livello penale coloro che maltrattano gli animali, anche se ci sono persone come me che si sono prodigate e hanno girato mezza Italia solo per concedere una morta dignitosa alla propria gatta”.

 

Lei ha affermato che “un cuore che batte rappresenta una creatura vivente”. Ritiene che il lassismo medico- veterinario da lei subito non sia solo un caso?

“Mi sono recata in numerosi ambulatori veterinari anche se dovunque vai la situazione è deludente. Sono andata in uno dei primi studi specializzati della mia città e mi sono trovata nella sala d'aspetto con altre tre signore e i loro gatti. Ognuno dei nostri animali aveva un problema differente, ma le nostre cure erano uguali. Gilda aveva una pancreatite, quindi poteva morire le sono state somministrate flebo idratanti che in realtà non sono affatto curative. Quando mi sono recata a Pisa credevo di potermi fidare della loro competenza dei medici. Non mi aspettavo però che, con il cambio della Direzione, i ruoli sarebbero stati assegnati in maniera 'sparsa' e senza alcuna regolamentazione. Il personale non ha voluto prendersi la responsabilità per la cura di un nodulo sul lobo di fegato che poteva essere benissimo asportato. La verità è che la competenza medica è molto importante perchè tra gli animali, per l'età e l'alimentazione spesso simile a quella umana, il tumore è tra le cause più frequenti di mortalità. In realtà anche se si sentono e si vedono dei 'pallini' sotto la cute dell'animale, non risultano dall'ecografia. Per questa ragione si deve essere competenti e veloci. Quando la nuova Direzione del Dipartimento a San Piero a Grado è cambiata, è stata affidata ad un Professore di Ginecologia delle cavalle quindi immagini. Mi è stato detto di tutto, per questo mi sono ampiamente documentata per conoscere la realtà medica e teorica sulla questione. Ho incontrato anche medici bravi e di cuore come il dottore di Camerino che ha capito la mia situazione. Io volevo solo che si intervenisse sulle 'recidive' per prolungare le prospettive di vita della mia gatta. Mi hanno anche riferito che tante volte il chirurgo non si intende di anestesia mentre in realtà Carlucci, per esempio, ha la qualifica di anestesista e chirurgo. Quando lui era presente il Dipartimento funzionava benissimo. Quando ho deciso di far operare Gilda altrove, ho inviato almeno 6 richieste per ottenere la documentazione e circa una decina di e- mail per avere i dati delle precedenti anestesie senza le quali non si poteva intervenire. L'unico documento che è stato scritto era in forma anonima e con dati errati che hanno provocato perplessità anche nella equipe di Milano dove avevo portato la mia gatta per l'operazione.”

 

A suo parere l'esperienza di 'malavida veterinaria' può divenire un'eco importante per l'inizio di una nuova campagna di protezione e salvaguardia nei confronti degli animali?

“La mia gatta è morta. Se io avessi voluto veramente fare una scenata penosa avrei scritto un articolo sulla situazione che stavo vivendo quando Gilda era ancora in vita. Io ho creduto e sperato fino all'ultimo che si potesse salvare. Io vorrei solo che il compenso degli articoli che verranno scritti su questa storia, possano agevolare e favorire la vita degli animali. La gravità di quello che è successo è che si sottovalutano le malattie. Manca molto spesso la serietà da parte del personale medico. Io dico che allora sono inutili tutte le campagne progresso, che sono state create con soldi pubblici, se poi non c'è la volontà di ascoltare. O ci crediamo o li facciamo morire questi animali. Io ricordo quando ho visto Gilda con le pupille completamente dilatate e ho capito che in quel momento stava andando incontro alla morte. Quando le pupille si oscurano in quel modo significa che non arriva più ossigeno al cervello. Non auguro a nessuno di vivere e vedere una scena del genere”