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LINEA DURA A MILANO

"Sigaretta proibita nei giardinetti"
E dopo il ticket spunta il 'fumopass'

Parte la crociata: multe alle donne in gravidanza che fumano. E spunta l'idea di una tassa a paccheto Commenta

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Milano, 24 maggio 2007 - Non ha mai fumato, e si capisce subito. Dalla tranquillità con cui lancia idee che saranno certo non solo impopolari, ma rischiano di provocare una sollevazione. Il presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri sorpassa addirittura l’assessore e prende il vessillo della crociata antifumo. "Bisognerebbe vietare le sigarette anche nei parchi".

 

Non è un po’ esagerato? Dopotutto molti fumatori accaniti già protestano perché non possono accendere la bionda nei ristoranti.
"Non dico di vietare il fumo al Parco Sempione, ma nei giardinetti sì. Anche per una questione di decoro urbano".

 

Mozziconi di sigaretta dappertutto?
"Esatto, se si considera sporco la cartaccia buttata per terra perché il mozzicone no? Quindi fumo proibito nei giardini, frequentati da mamme e bambini, e portacenere nelle zone attigue dove si può fumare".

 

Altro?
"Io introdurrei sanzioni anche per le donne in gravidanza che fumano. Perché se viene punito chi infligge fumo passivo là dove è vietato, perché a una donna è consentito di far subire il fumo passivo al bambino che porta in grembo?".

 

I pacchetti di sigarette recano da anni le scritte «Il fumo ti uccide» e altre allegre dichiarazioni, ma questo non sembra dissuadere gli italiani.
"Secondo me non basta. Quelle scritte ormai nessuno le legge più, sono diventate un’abitudine. Bisognerebbe forse inventare cose nuove, ad esempio affiggere i dati di mortalità nei posti dove si vendono sigarette".

 

I dati, in effetti, sono inquietanti. Ieri li ha enumerati Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità. Nel nostro paese si fuma un po’ di meno ma aumentano i forti fumatori. "La prima sigaretta", osserva Zuccaro, "gli adolescenti italiani la accendono in media a 17,4 anni". E per questo motivo gli esperti indicano come critica la fascia d'età che va dai 15 ai 17 anni. Una fase in cui il 45% dei fumatori ed ex fumatori colloca il proprio esordio da tabagista. E c'è anche chi ha bruciato le tappe: il 17% dei fumatori che confessa di aver avuto un primo contatto con il fumo già prima dei 15 anni.

 

In totale circa un milione e mezzo di ragazzi di età compresa fra i 15 e i 24 anni consuma ogni giorno un pacchetto da dieci bionde. "Un formato che, non a caso, chiediamo da tempo di abolire", ribadisce Zuccaro. Oggi il maggior numero di fumatori, circa il 26,4%, ha tra i 25 e i 44 anni. Mentre i più affezionati sono i meridionali (25,2% di fumatori contro il 19,1% registrato nel Nord Italia). Quasi la metà dei tabagisti, rivela ancora l'indagine, consuma meno di 15 sigarette al giorno. I forti fumatori, quelli da 25 sigarette e più, sono soprattutto uomini, il doppio rispetto a quanti se ne contano fra le donne (l'11,2% contro il 5,7%). Non sono pochi neanche coloro che più volte hanno tentato di dire addio al fumo: nell'ultimo anno più di 560mila tabagisti (lo 0,9% in più rispetto al 2007). E fra gli italiani che non hanno ancora sconfitto il vizio c'è anche chi ci ha almeno provato: il 20,7% ha smesso solo per qualche giorno, il 24,8% addirittura per qualche mese. Ma senza successo.
 

Ro.Mi.










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