{{IMG_SX}}Basiglio (Milano), 29 aprile 2008 - LEI HA 9 anni, il fratellino 13: da quasi 50 giorni vivono in due diverse comunità protette, dopo essere stati allontanati da casa per ordine del tribunale dei minori, a causa di un disegno ritrovato sotto il banco di scuola della bimba, a Basiglio, che lasciava intendere rapporti sessuali tra lei e il fratello. Oggi, su quel disegno che ha causato la divisione forzata di una famiglia, monta un nuovo giallo: il disegno, infatti, sarebbe stato fatto da una compagna di scuola della bambina. E’, in sostanza, il contenuto di una dichiarazione spontanea di un genitore di uno degli alunni che frequentano la stessa classe, raccolta dall’avvocato Antonello Martinez, legale dei coniugi a cui i servizi sociali hanno tolto i figli.

NELLA dichiarazione spontanea che verrà depositata nei prossimi giorni al Tribunale dei Minorenni, il genitore ha riferito le parole pronunciate dalla mamma di una delle compagne di classe al termine di una riunionea scuola, giorni fa, su questo argomento. La signora avrebbe raccontato di aver detto, già all’indomani del ritrovamento del disegno incriminato, che l’autrice con tutta probabilità era sua figlia.

SENTITA dal giudice, la bambina allontanata da casa aveva detto che il disegno era opera di due sue compagne di classe che, a suo dire, la prendevano in giro. Una versione che il tribunale dei minori ha abbracciato all’istante, predisponendo una perizia sul disegno e sulla scritta, affidata proprio ieri ieri a una grafologa, Susanna Contessini, che comincerà domani l’esame del disegno comparandolo ad altri della bambina. Ma su questa vicenda continuano a ad addensarsi le polemiche.

 

«Oltre alla vicenda giudiziaria che interessa il tribunale, la famiglia quando uscirà da questa storia dovrà affrontare il processo mediatico a cui sarà sottoposta dalle tantissime persone che hanno ormai individuato di chi si tratta. Sono allibito per quanto sta cadendo sulle spalle di due minorenni». E’ lo sfogo del sindaco di Basiglio, Marco Flavio Cirillo, offeso anche per le accuse di «razzismo» piovute sulla piccola comunità conosciuta per essere il comune più ricco d’Italia dove vivono però famiglie meno agiate, come quella dei due bambini.