{{IMG_SX}}Ascoli piceno, 9 dicembre 2007 - L'attenzione mediatica sul caso Ahmetovic non si placa. E oggi pomeriggio ha suscitato scontri e polemiche nientemeno che sulla rete ammiraglia della Rai, a 'Domenica in'. Assente per scelta (in extremis) della rete l'agente pubblicitario Alessio Sundas (oltre ovviamente al rom Marco Ahmetovic, detenuto agli arresti domiciliari).

Nuovamente si sono scontrati familiari e amici dei quattro ragazzi travolti e uccisi ad Appignano del Tronto dal furgone guidato da Marco Ahmetovic, e chi, oltre a Sundas, ruota attorno al rom e ai suoi interessi economici e pubblicitari. L'occasione era un dibattito coordinato da Massimo Giletti per 'Arena', a 'Domenica In'.


Ospiti in studio Timoteo Luciani, papà di Alex, una delle vittime, uno zio, alcuni amici, e personaggi del giornalismo e della tv: Lamberto Sposini, Maria Giovanna Maglie, Amanda Lear, Eleonora Giorgi e l'ex sequestrato Augusto De Megni. Luciani ha parlato di ''processo e detenzione domiciliare farsa'', scagliandosi contro chi fa ''sciacallaggio'' su quattro giovani vite spezzate: Sundas con i contratti pubblicitari e la linea di moda con Ahmetovic testimonial.


Ad un certo punto in collegamento telefonico è intervenuto Marco Fabiani, l'uomo che ospita il nomade agli arresti domiciliari, che è stato subito accusato di aver accolto il rom ''per soldi'', chiedendo anche denaro a varie emittenti in cambio di interviste con Ahmetovic. Fabiani si è difeso sostenendo che il rom - mostrato in un filmato con una maglietta con la scritta 'Io sto con Sundas' - ''non ha mai firmato alcun contratto con l'agente''. La trattativa riguardava solo il memoriale, e quando sono spuntati fuori profumi, jeans e altri prodotti ''io e l'avvocato di Ahmetovic abbiamo clamorosamente fatto marcia indietro''. ''Anzi - ha aggiunto Fabiani - con l'avvocato abbiamo fatto denuncia contro Sundas''.


''Sei un bugiardo - ha gridato Luciani -, chi l'ha scritto allora il libro di Ahmetovic, che non sa scrivere, e chi ci ha infilato dentro la carta d'identità falsificata trovata dalla polizia, siamo stati noi?''. La verità, ha chiosato un amico di famiglia, ''è che qui c'è un uomo, Timoteo, che ha lavorato tutta la vita, ha mantenuto tre figli ma ha anche pagato le tasse allo Stato fino all'ultima lira. Non dobbiamo andare dietro agli sciacalli, ma chiedere allo Stato chi ci protegga''.