{{IMG_SX}}Roma, 3 settembre 2007 - In un'intervista a un sito web dedicato ai giornalisti televisivi il conduttore del Tg1 Stefano Campagna ha fatto il suo 'coming out' , dichiarandosi gay.

"Siamo molto felici di questa decisione di Stefano - dice Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma -  non sono molti i professionisti della comunicazione che scelgono di essere visibili eppure aiutano moltissime persone a vivere serenamente la propria omosessualità, come è già stato con Alessandro Cecchi Paone. Ci auguriamo che altri seguano il suo esempio, ci aiuterebbero a combattere la discriminazione e l'omofobia".

 

"Stefano ci ha già dato la sua disponibilità - ha aggiunto Marrazzo - appena avrà ottenuto il permesso dalla Rai, ad essere il testimonial della prossima campagna di comunicazione di Gay Help Line 800 713 713, il numero verde antiomofobia gestito da Arcigay Roma con il Comune e con la Provincia di Roma".

 
L'outing di campagna suscita il plauso di Vladimir Luxuria,
mentre lo stesso Campagna preferisce non commentare, spiegando di non poter fare dichiarazioni senza l'autorizzazione della Rai e cosi' rimanda alla sua intervista rilasciata al sito www.telegiornaliste.com

''Io vivo la mia vita con la quotidianita' di chiunque altro - afferma Campagna, conduttore mattutino del Tg1, precario Rai dal 1997 al 2005 - Io non sono 'dichiarato', sono una persona che lavora e che non ha nulla da nascondere. Quella che i benpensanti chiamano ostentazione per me e' vita. Mi stupisce che la cosa stupisca. E spero che smetta di stupire''.

La conduzione del Tg1 - continua - è stata ''una grande conquista': ''Voglio sperare che con questo si possa lanciare un messaggio forte a tutti gli omosessuali che vivono la loro condizione quasi con vergogna, nascondendosi''. Dice di dover molto a Mimun, che quando era precario al Tg2 lo chiamo' per complimentarsi per un servizio. E aggiunge: ''Non ho altro da chiedere al nuovo direttore, Gianni Riotta, anche lui un grande professionista''.


Per Campagna, ''l'omofobia e' ancora molto presente e la mia esperienza non e' certo stata facile. Genitori a parte, non sono mancati momenti di tristezza e amarezza in ambito familiare e tra i vicini che in alcuni casi mi avevano anche tolto il saluto. Ma non mi sono mai vergognato di quello che sono''.


''Il coraggio, l'onesta' e la sincerita' sono sempre qualita' in un uomo, per un giornalista sono qualita' deontologiche - commenta da parte sua Vladimir Luxuria, deputata di Rifondazione - Sono sicura che gli utenti del servizio pubblico Rai continueranno a stimarlo per la sua professionalita'.