{{IMG_SX}}Perugia, 17 luglio 2007 -  Videoriprese, appostamenti, indagini tecniche, hanno consentito ai carabinieri del Nas di Perugia di far venire alla luce un ampio fenomeno di assenteismo presso l'ospedale di Perugia. Dodici le persone finite agli arresti ( dieci ai domiciliari e due in carcere) e oltre sessanta quelle segnalate all'autorità giudiziaria in stato di libertà nell'ambito dell'operazione denominata «Fantasma».

 

Tra questi figurano medici, coordinatori, capi sala, infermieri, amministrativi e tecnici di laboratorio, dipendenti sia ospedalieri che universitari che, secondo l'accusa, in accordo tra loro, timbravano sistematicamente, oltre che i propri cartellini marcatempo, anche quelli di altre persone assenti dal servizio.

 

A finire in manette otto dipendenti dell'Azienda Ospedaliera di Perugia, un ex dipendente della stessa e tre dipendenti dell'Università degli Studi di Perugia, tutti operanti presso le strutture ospedaliere o universitarie dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.

 

L'indagine del Nas si è protatta per mesi arrivando a constatare come i soggetti, malgrado apparentemente in servizio o assenti per malattia, svolgano attività lavorativa presso esercizi commerciali privati o si dedicavano alle ordinarie incombenze domestiche. Alle prime ore di oggi i militari hanno eseguito le dodici misure cautelari emesse dal gip Nicla Restivo su richiesta della locale Procura della Repubblica.

 

Gli arresti sono stati eseguiti a Perugia, Corciano, Magione, Marsciano ed Umbertide, unitamente al personale del Comando Provinciale Carabinieri di Perugia. I carabinieri ritengono di aver smascherato una grossa truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, messa in atto attraverso l'uso vicendevole e fraudolento di badge marcatempo. Vari i reati contestati. Gli indagati sono accusati a vario titolo di avere, in concorso tra loro, operando quali dipendenti incaricati di un pubblico servizio, attestato falsamente la loro presenza in servizio, in orari cui erano per contro assenti.

 

Tutto questo per un periodo di tempo inquadrato nei mesi di settembre ed ottobre 2006 e febbraio, marzo, maggio e giugno 2007, inducendo in errore sia i Direttori di Reparto che i coordinatori responsabili del Sioter (Servizio Infermieristico Ostetrico Tecnico e Riabilitativo) che sottoscrivevano e convalidavano gli atti per l'invio ai funzionari amministrativi dell'Azienda Ospedaliera che li recepivano ai fini normativi e retributivi.

 

Secondo quanto riferito dai carabinieri, le indagini, iniziate nel mese di settembre 2006, hanno preso spunto dal comportamento illecito di un coordinatore capo sala che, ripetutamente si assentava dal servizio o addirittura non si presentava. Sul conto dello stesso però figuravano le timbrature in entrata ed uscita ad opera di un complice.

 

Gli inquirenti, presumendo che la condotta del dipendente ospedaliero non fosse solo un evento eccezionale, hanno provveduto all'installazione di telecamere in prossimità degli orologi marcatempo. Le verifiche successive, con i tabulati delle presenze, elaborati grazie al sistema informatico in uso all'ente ospedaliero e l'ascolto delle utenze telefoniche mobili gravate da decreto di intercettazione, hanno permesso di accertare ed individuare i soggetti che provvedevano alle timbrature in entrata ed in uscita, alcuni risultati anche estranei all'ente ospedaliero, dei dipendenti pubblici.

 

Il fenomeno è risultato così esteso da vedere il coinvolgimento di ben 64 dipendenti dell'ospedale e 14 dell'Università. Effettuate, sempre questa mattina, le perquisizioni locali e personali nel corso delle quali è stata acquisita una copiosa documentazione, ritenuta dagli inquirenti di interesse per la prosecuzione delle indagini. L'esecuzione dei provvedimenti ha visto impegnati circa 20 Carabinieri del Nas. di Perugia con il supporto di altri 20 militari del Comando Provinciale di Perugia e l'utilizzo di 15 autovetture. Nei prossimi giorni saranno vagliate le posizioni processuali di tutti gli indagati.