"Quella di Biden è stata una gaffe, ma sicuramente la politica americana nei confronti della Russia sarà più dura rispetto a quella di Trump". Per Erik Jones, professore di Studi europei alla Johns Hopkins University, le parole del presidente Usa, che nei giorni scorsi ha definito Vladimir Putin un killer, sono un classico...

"Quella di Biden è stata una gaffe, ma sicuramente la politica americana nei confronti della Russia sarà più dura rispetto a quella di Trump". Per Erik Jones, professore di Studi europei alla Johns Hopkins University, le parole del presidente Usa, che nei giorni scorsi ha definito Vladimir Putin un killer, sono un classico caso di voce dal sen fuggita.

Quindi non c’era nessuna strategia dietro?

"No, non c’è stata alcuna riunione degli esperti di politica estera della Casa Bianca, che ha consigliato al presidente di usare quella parola. Biden è così, è una persona incline alle gaffe. A volte parla con troppa leggerezza, perché non si può definire killer un altro capo di Stato. Ovviamente non vuole scusarsi, perché in quello che ha detto c’è un briciolo di verità. Ma è stato un errore di comunicazione".

Perché allora lo ha fatto?

"Credo che nella sua testa ronzasse ancora la famosa intervista del 2017 in cui Donald Trump difese il Cremlino dicendo: ‘Pensate che gli Usa siano una nazione di persone perbene? Abbiamo anche noi un sacco di killer’. Probabilmente voleva rimarcare il fatto che gli Usa sono dalla parte del bene e che gli assassini sono altri. Era un modo per prendere ancora una volta le distanze dall’ex presidente".

Ma questa frase rischia di cambiare i rapporti tra Mosca e Washington?

"Non credo. Biden avrà una posizione più dura nei confronti di Putin, ma guardate cosa sta succedendo con Nord Stream 2. L’America non è che stia facendo molta pressione sulla Germania per impedire l’arrivo del gas russo in Europa. La linea dura si vedrà magari in altre occasioni e potrebbe essere la Nato a fare i primi passi".

l. bolo.