I ragazzi protestano contro la didattica a distanza, mentre si discute sull’idea di promuoverli tutti come lo scorso anno
I ragazzi protestano contro la didattica a distanza, mentre si discute sull’idea di promuoverli tutti come lo scorso anno

Elena

Ugolini

Sono certa che il ministero dell’Istruzione non darà l’indicazione di promuovere a giugno tutti gli alunni delle scuole italiane, a prescindere dai loro risultati, com’ è accaduto lo scorso anno. Questa scelta era stata presa in pieno lockdown, dopo mesi di sospensione totale dell’attività didattica in presenza e nell’impossibilità di far scuola a distanza per un alunno su quattro. Purtroppo la notizia era stata data molto tempo prima della fine della scuola e questo non aveva aiutato il lavoro dei docenti. Sapere che è indifferente impegnarsi o non impegnarsi distrugge la possibilità di una relazione educativa. I bambini e i ragazzi vogliono sapere “come vanno” e soffrono quando non capiscono bene quali sono i loro punti di forza e i loro punti di debolezza, perché non capiscono dove andare. Non sopportano l’indifferenza e la trascuratezza, hanno bisogno di una proposta chiara. Quante volte ho sentito i ragazzi lamentarsi perché i docenti non correggevano i compiti dati per le vacanze (visto che li avevano fatti)! Valutare significa riconoscere e attribuire valore al lavoro che si fa. Non parlo della scuola esamificio in cui si va solo per prendere voti facendo lo slalom fra interrogazioni e compiti in classe, ma di una scuola in cui si impara, si cresce e ci si abitua a capire quanto sia importante il modo in cui si fanno le cose. Siamo un Paese in cui è difficile ammettere di aver sbagliato e in cui sembra impossibile imparare dai propri errori.