Le birre di Patagonia - Foto: Patagonia.com
Le birre di Patagonia - Foto: Patagonia.com

Patagonia, lo storico brand di abbigliamento outdoor fondato da Yvon Chouinard, si è sempre distinto per il suo approccio ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente. Da qualche anno, il marchio statunitense ha deciso di non fermarsi solo alla produzione di vestiti, ma di ampliare il proprio business. L’ultima novità dell’azienda è infatti una birra ottenuta con un cereale coltivato mediante pratiche di agricoltura rigenerativa.

IL KERNZA: UN CEREALE PERENNE
La prima birra di Patagonia è stata lanciata due anni fa e si chiama Long Root Pale Ale. Quella messa sul mercato a inizio aprile, invece, è stata ribattezzata Long Root Wit, una birra belga organica ottenuta grazie alla fermentazione del kernza. Si tratta di un cereale perenne, la cui pianta ricresce spontaneamente dopo il raccolto, coltivato mediante delle pratiche di agricoltura rigenerativa che non danneggiano o impoveriscono le proprietà del suolo. La Long Root Wit è fatta esclusivamente di kernza, a differenza della prima birra di Patagonia che ne contiene solo una percentuale. Con questo prodotto l’azienda statunitense ha dimostrato che anche una rinfrescante bionda può essere sostenibile dal punto di vista ambientale.

UN’ISPIRAZIONE PER I PRODUTTORI DI BIRRA
La Long Root Wit, attualmente disponibile solo in lattine d’alluminio, contiene il coriandolo e la scorza d’arancia che regalano alla birra una piacevole finitura agrumata. Patagonia ha collaborato con il Land Institute (Kansas City) per la coltivazione del kernza e con l’Hopworks Urban Brewery (Portland) per la realizzazione della bevanda alcolica. La speranza del brand statunitense è quella di essere d’ispirazione per le industrie di questo settore, anche perché le colture d’orzo stanno progressivamente diminuendo a causa dei cambiamenti climatici. E il kernza potrebbe quindi rivelarsi una soluzione ottimale sotto molti punti di vista.