Nei paesi Orientali è normale cucinare insetti, mentre in Occidente resta una frontiera in larga parte inesplorata. Eppure il futuro dell'alimentazione sembra guardare con crescente interesse a grilli, cavallette, vermi e quant'altro. La ragione è presto detta: sono nutrienti come la carne e costano molto meno.

Una recente ricerca inglese, coordinata da Yemisi Latunde-Dada del King's College di Londra e pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, ha dimostrato che i valori nutrizionali degli insetti sono paragonabili a quelli del controfiletto di manzo. Non solo perché fonte di proteine, dettaglio già noto, ma anche perché ricchi di ferro, nutriente fondamentale e spesso scarso nelle diete prive di carne.

Anche gli altri minerali apportati dalla carne risultano essere presenti negli insetti e in particolare nelle cavallette e nei grilli. Con un vantaggio ulteriore: i minerali contenuti negli insetti sono assorbiti più facilmente dall'organismo rispetto a quelli contenuti nella carne.

Lo studio guarda in particolare alla crescente richiesta di carne legata all'aumento della popolazione mondiale. In futuro, i costi di produzione, anche ambientali, potrebbero essere troppo elevati e dunque è fondamentale identificare fonti di nutrimento alternative. Appunto gli insetti sembrano essere la strada più promettente.