Arezzo, 21 luglio 2016 - Diceva Mozart che tre cose sono necessarie al buon pianista: la testa, il cuore e le dita. E il 24 luglio a Pratovecchio, in Piazza Jacopo Landini, Alice aggiungerà a questa commistione di tocco, ragione e sentimento la sua voce; per sovrapporre il mistero dei tasti alla suggestione dei testi. L’opportunità è data da “Naturalmente Pianoforte”, la rassegna che da oggi e fino a domenica porta nei borghi del Casentino concerti, workshop e improvvisazioni (con due dei 19 pianoforti collocati anche in luoghi suggestivi come la Pieve di Romena o il parco fluviale del Canto alla Rana). Si comincia questo pomeriggio al castello di Porciano, con un concerto al tramonto di Gaetano Liguori, per poi proseguire in serata con le esibizioni di Rachele Bastreghi dei Baustelle e di Laura Fedele. Ma il variegato cartellone stilato dal direttore artistico Enzo Gentile accoglie, fra gli altri, il russo Sasha Pushkin, la toscana Giulia Mazzoni, Morgan accompagnato da Megahertz (domani), Vittorio Cosma, il compositore fiammingo Wim Mertens, Roberto Cacciapaglia, oltre al trio Mirko Signorile, Claudio Filippini e Giovanni Guidi riunito dall’evento speciale “Un pianoforte per L’Aquila” (sabato), un concerto all’alba di Rocco De Rosa, la Filarmonica “Emea Brizzi” diretta da Leonardo Rossi con Marco Lazzeri al piano, l’ucraino Lubomyr Melnyk (domenica). Anche se, come detto, la giornata conclusiva è nel segno di Alice con un viaggio nella musica di fine Ottocento e primi Novecento intitolato “Art et decoration”. «Un’occasione prelibata per riprendere in mano un progetto che tengo nel cassetto da tempo e che vorrei concretizzare prima o poi anche in un disco – spiega lei –. E farlo accompagnata al piano dal maestro Michele Fedrigotti, con cui è nato, mi rende felice».

In principio fu “Mélodie Passagère”.
"Il maestro Alessandro Nidi una trentina di anni fa mi propose di eseguire con Fedrigotti questo repertorio basato sulle musiche di Fauré, Satie, Ravel ed io accettai con qualche titubanza. Poi affondando le mani nella materia musicale mi sono resa conto della preziosità e della bellezza di composizioni che a volte durano anche solo trenta secondi".

E poi?
"Col tempo ho voluto approfondire quella esperienza allargando la ricerca pure a Saint-Saëns, Ives, Gurney, Hahn, Villa-Lobos ed è nato questo nuovo progetto".

Il 31 luglio, al Teatro Antico di Taormina, finisce il tour con Battiato. Trentacinque concerti insieme, che bilancio fa?
"Fantastico. Una festa che continua e si rinnova. Mi aspettavo interesse, ma non una sfilza di tutto esaurito e un entusiasmo diffuso come quello che abbiamo trovato. Ogni sera sul palco si crea un’alchimia che va al di là di noi due".

Cosa resterà?
"Un album dal vivo programmato per l’autunno, probabilmente con dvd visto che abbiamo ripreso i concerti all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Magari più avanti potrebbe arrivare pure un disco in studio assieme, ma dobbiamo ancora parlarne. Sarebbe magnifico".

E lei?
"Ho intenzione d’incidere una raccolta molto personale di brani nuovi che del mio passato a cui sono rimasta particolarmente legata".