La costa della Rota Vicentina, in Portogallo - foto nmsimoes/Istock
La costa della Rota Vicentina, in Portogallo - foto nmsimoes/Istock

L'Alentejo, la regione che da Lisbona scende fino all'estremità sudoccidentale del Portogallo, è una delle mete dell'estate in arrivo. Sottovalutata per anni a favore della costa dell'Algarve, è una terra unica che offre natura, mare, ottima cucina e un'atmosfera che ti riporta indietro nel tempo e distende il corpo e la mente. Se ne sono accorti nel 2016 quelli della ERA (European Ramblers' Association), che hanno nominato il Camino Historico della Rota Vicentina (la rete di percorsi che attraversa tutta la regione) fra i sentieri più belli d'Europa. Quest'anno un'altra consacrazione: la celebre guida Lonely Planet ha inserito l'Alentejo nelle sue destinazioni Best in Europe. Ecco quattro motivi fondamentali per andarci prima che venga preso d'assalto dal turismo di massa.

IL SENTIERO STORICO
È uno dei due percorsi della Rota Vicentina, il network di sentieri che sta diventando una meta imperdibile per chi ama il trekking. Si cammina immersi nella natura per 240 chilometri partendo da Santiago do Cacém e arrivando a Cabo de São Vicente, la punta più sudoccidentale del paese, sull'Oceano Atlantico. Si chiama Camino Historico (o Historical Way) in quanto ti porta nel cuore della storia e della cultura del Portogallo: si toccano città storiche di media grandezza e si attraversa la campagna disseminata di piccoli villaggi ancora genuini, dove sembra di tornare indietro nel tempo. Il Camino arriva anche sulla costa con tratti entusiasmanti sulle scogliere plasmate dal vento, che si tingono di mille colori durante gli indimenticabili tramonti.
 

IL SENTIERO DEI PESCATORI
Il Trilho dos Pescadores (o Fishermen's Trail) è l'altro trekking da fare nell'Alentejo. Si tratta di 120 chilometri lungo la riva atlantica, un percorso che si può fare solo a piedi, con il mare da un lato e le le rocce dall'altro. Si parte da Porto Covo e si arriva a Odeceixe in quattro tappe abbastanza brevi (alcune sono più impegnative di quelle del Camino Historico), tutte all'interno del Parque Natural do Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina. Ci sono anche cinque circuiti da meno di 10 km, che girano attorno alle spiagge più suggestive.
È una sorta di paradiso per gli amanti della natura, per chi ama farsi suggestionare dalla potenza dell'oceano, per chi cerca panorami immensi e vuole cimentarsi con il birdwatching.
Da Odeceixe ci si può agganciare al Camino Historico fino all'estremità sud della Rota Vicentina (cinque tappe e 90 km). Le strade sono segnalate e sul percorso si trovano strutture ricettive per mangiare e dormire; per gli alloggi è bene però prenotare prima, soprattutto se si viaggia in estate. Una località strategica è Vila Nova de Milfontes, borgo della seconda tappa che offre più strutture che i piccoli borghi.

LE CITTÀ STORICHE
L'Alentejo ha cittadine spalmate sulle cime delle dolci colline dell'interno. Tra queste la più famosa è Évora, uno dei borghi medievali meglio conservati del Portogallo. Fra cattedrale, i chiostri, le mura e il tempio romano, passeggiare qui è come fare un tuffo indietro di cinque secoli. Ma è anche una città universitaria, il che significa locali, vita notturna e vivacità culturale. Marvão è un'altra meta da non perdere, un villaggio in cima a un'altura fatto di di case bianche e fiori esposti sui balconi, mentre Mértola è un museo a cielo aperto, dove rilassarsi contemplando i resti della cultura araba.

VINI E CUCINA
Se la cucina portoghese è considerata fra le migliori d'Europa, gran parte del merito va a questa regione. La campagna ospita colture, allevamenti e vigneti, mentre la costa è disseminata di villaggi di pescatori. Ma è la creatività che ha reso la gastronomia alentejana un culto. L'esempio più rappresentativo è la carne de porco à alentejana, che viene cucinata con le vongole. Da non perdere anche gli antipasti a base di asparagi (qui sono fra i migliori del mondo), le zuppe di ogni tipo (d'obbligo quelle con il baccalà e quella a base di salsiccia e pomodoro), gli insaccati e i formaggi. Quanto ai vini, ci sono otto aree a Denominazione di Origine Controllata (Portalegre, Borba, Redondo, Reguengos, Vidigueira, Évora, Granja/Amareleja e Moura), che sono poi quelle attraversate dalla Strada del Vino. Insomma, non c'è che l'imbarazzo della scelta, fra i vini bianchi, freschi e aromatici, e i rossi più intensi.