Poi il Censis ci racconta che siamo schiacciati dalle incertezze. Scusate, perché mai non dovremmo esserlo? Cosa ci può dare sicurezza, non assoluta, figuriamoci, ma almeno in modica, minima quantità? Parliamo di quello che in gergo si chiama welfare, cioè di ciò che lo Stato può fare per assisterci, per curarci, per garantirci una vita e una vecchiaia sicura. Possiamo guardare con fiducia a quella cuccia in cui tutti speriamo un giorno di rifugiarci in modo dignitoso con i soldi che abbiamo versato, l’Inps, se lo stesso Istituto chiede a due bambine di 12 e 14 anni di risarcire un signore rimasto ferito in una mattanza familiare in cui loro due sono rimaste orfane? 

Possiamo aggrapparci a qualche certezza se deve intervenire il Presidente della Repubblica per rimediare a questa ignominia, per cui la stessa Inps in poche ore fa una completa retromarcia? Domanda: se la stupidaggine non diventava pubblica, che succedeva? Che queste due ragazzine dovevano passare la vita a lavorare per pagare il danno (oggettivo) fatto dal padre a un’altra persona mentre sparava alla madre e prima di suicidarsi? E ancora: quanti sono, se ci sono, casi analoghi o simili che non finiscono sul tavolo del Quirinale? E infine: se questa richiesta era legittima, perché ritirarla? Perché lo ha chiesto Mattarella? Mica si fa così. Se stava nelle regole, doveva essere mantenuta; se non lo era, non doveva neppure partire.

Anche il caso della anziana signora che ha ucciso la figlia disabile dalla nascita, si colloca in qualche modo nel regno dell’incertezza: quello di una donna di 85 anni che prende a martellate la sua creatura di 45 perché pensa, teme, che dopo di lei nessuno se ne occuperà. Il che non è vero, ovviamente, perché già ora la figlia era seguita da una struttura. Sotto il suo sguardo, però. E dopo? Tagli, riduzioni, ticket: chi può garantire che lo standard di oggi sia uguale tra dieci anni? Non è certo una buona ragione per uccidere, ma in una mente fragile può far scoccare l’ultima scintilla di follia.

Intendiamoci, questi casi sono l’eccezione, e non bisogna ‘grillinizzarci’ pensando che tutto sia marcio, che tutti gli operatori siano incapaci, e così via. Guai. Ma bisogna anche prendere atto con serietà del degrado della società, della politica, dei servizi, dei redditi. Questi sono i nemici contro cui combattere. Non da ora. Questa è la certezza che noi cittadini abbiamo, mentre lo Stato rimanda attorno a noi un’immagine incerta. Da paura.