TUTTO regolare, certo. La cittadinanza ottenuta da tempo, lo slalom fra denunce e condanne, la possibilità di circolare libero nella capitale delle vacanze, Rimini, sulla Riviera romagnola, a vendere rose (senza licenza) ciondolando fra un ristorante, un drink bar e una gelateria. Tutto regolare, tranne il fatto che per l’opinione comune questo ‘allegro’ bengalese con tre precedenti per reati sessuali e una pena certificata, forse doveva trovarsi in carcere e non sul lungomare. Invece era lì, nella tiepida notte di fine estate che si trascinava pigramente verso l’alba. E così è stato messo nelle condizioni di mandare in scena un replay sventato per la prontezza di riflessi della vittima e la reazione di un cliente che ‘tirava tardi’ in un locale con l’ultimo bicchiere.

A volte la puntigliosità del codice penale, tutto articoli, commi, punto e virgola, non è conciliabile con il buonsenso. Mondi difficili da sovrapporre, uno è la legge, l’altro è la reazione emotiva, la percezione che comunque qualcosa non quadra. In ogni caso, dopo questo quarto giro di valzer con violenza sessuale chissà se la legge italiana offrirà qualche appiglio per convincere i giudici che il venditore di rose col sorriso stampato sul viso, "prego tu vuoi fiori?" forse è meglio che stia in carcere anziché fuori. E’ l’eterna, italica, indigeribile incertezza della pena e delle espulsioni impossibili che irrita anche il cittadino buonista, soprattutto dinanzi a casi di scuola come questo. Il meccanismo premiale che offre il nostro ordinamento è da record europeo. Il procuratore generale di Bologna, Eugenio De Francisci, quindi uno che sa di cosa parla, sostiene che "l’Italia è diventata un importatore di delinquenti stranieri, paradiso penale per i latitanti rumeni e di altri Paesi dell’Est".

Ve lo ricordate Igor la belva, il serbo che ha steso tre persone in Emilia-Romagna e due poliziotti e un agricoltore in Spagna? Nel curriculum frutto di una perfetta educazione criminale ha due decreti di espulsione. Eppure campava di rapine e aveva un profilo Facebook. Un caso recente il marocchino clandestino di Castellaneta: ha tentato di violentare una 15enne in spiaggia. Un fantasma che non doveva trovarsi dentro i confini nazionali. Il governo fa bene a concentrarsi sui profughi della nave Diciotti appena sbarcati, ma non sbaglia se si volta indietro a riguardare una selva di leggi piene di buchi e sconti, quindi malfatte, che talvolta forniscono ottimi assist di libertà a chi dall’Italia dovrebbe invece essere uscito da tempo per incompatibilità delinquenziale.