E così è andata a finir bene, anzi benissimo, visto che i tre tempi delle operazioni di salvataggio sono stati sempre più veloci e assai inferiori alle previsioni. L’acqua del cielo, la nemica così spesso invocata a fertilizzare la terra, questa volta pregata di tardare la sua caduta, è stata clemente, sembra aver ascoltato le preghiere dei monaci. E non ha intralciato la via del ritorno alla luce, dal ventre della terra, dei tredici eroi, comprendendo nel magico numero chi li aveva condotti in quella grotta per ripararsi.

La Natura, dopo il duro colpo inferto si è fermata, non ha infierito, tornando alla sua sonnolenta indifferenza verso gli esseri che ospita. I piccoli eroi come i fratelli di Pollicino sono tornati agli affetti dei loro genitori, già manifestando qualcuno i primi desideri. Ha fatto così il giro del mondo la richiesta di uno dei primi liberati, quella tenera richiesta di poter gustare a casa un bel piatto di riso col basilico.

La felicità consiste nella dolce catena delle abitudini, che in qualche modo simulano nel loro circolare ripetersi l’eternità. Il mondo ha così potuto gustare la naturalezza del sospirato approdo a casa dei “cinghiali”, come si chiamano i giovani componenti della squadra di calcio, dopo aver trattenuto il fiato dal 23 giugno, quando si erano persi laggiù. Per alcune settimane l’incubo di una possibile tragedia ha occupato la scena, rubandola persino ai mondiali di calcio. Ha fatto bene all’immaginario collettivo la gara contro il tempo che ha raccolto l’intero popolo Thailandese, dal suo re a tutte le persone coinvolte nelle operazioni, tecnici, sub, speleologhi, giornalisti, militari, medici e infermieri. La tecnologia e la scienza si sono rivelate al meglio, strumenti di sollievo e di salvezza, facendo intravedere quanti altri mali potrebbero vincere così unite.

Troppe volte ne dobbiamo subire performance votate a mera spettacolarità di primati inutili. Ma forse il miracolo vero di tutta questa vicenda è stato che una volta tanto abbia fatto spettacolo, non la violenza o il male, o il voyerismo morboso del Grande Fratello, agenti di tanta grancassa mediatica, ma il Bene allo stato primario. Come è quello del ritorno di alcuni bambini da mamma e papà.