Domanda. Siamo un paese di fifoni, facili alle suggestioni, o siamo gente ben consapevole di quello che ci succede attorno, soprattutto dei pericoli che corriamo? A sentire molti politici, sarebbe vera la prima ipotesi, in particolare quando l’opinione pubblica si orienta come non pare a loro. E anche una cattiva lettura dei sondaggi potrebbe confermarlo. Prendiamo quello di Antonio Noto che abbiamo pubblicato ieri. Cosa si aspettano gli italiani dal nuovo governo? Più tasse e più migranti. Timori infondati, alimentati emotivamente dalle opposizioni, o attese legittime conoscendo bene i nostri polli? Beh, intanto, come osservava Noto, più li conosci, più li inquadri, il che significa che tanto scossi non siamo. Non a caso il ministro che gode di meno fiducia è Di Maio, e quella che ne riscuote di più è la sconosciuta neo ministra degli Interni. Poi, contano i fatti. Che fino ad oggi la sinistra non si sia dimostrata refrattaria a usare la leva fiscale, è abbastanza riconosciuto. Ed è altrettanto sicuro (va detto con forza) che se tutti pagassero le tasse, compresi quelli che poi si dicono timorosi degli aumenti, ne pagheremmo meno. Eccome! Così come i numeri ci raccontano in tema di immigrazione illegale che fino all’arrivo di Minniti, non a caso contrastato da gran parte della sinistra ora presente nel Conte bis, non solo i porti non erano chiusi, ma le braccia sono state aperte, spalancate. Intendiamoci. Lo stesso discorso si può fare per chi voleva pieni poteri, rifiutando persino la compagnia dei tradizionali alleati. Il che poteva allarmare non solo gli allarmati di professione, ma anche gente che ragiona pacatamente sui necessari equilibri democratici. Allora, diciamo che sarebbe l’ora che le ‘paure’ fossero prese sul serio. Perché i cittadini ragionano, e votano, con il cervello e non con la pancia, e i loro timori poggiano sui comportamenti reali dei Palazzi, e non sulle cosiddette narrazioni. Sui risultati, sui fatti, e non sulle favole. Quindi, possono anche raccontarci al contrario la storia di Cappuccetto rosso. Ma noi abbiamo imparato fin da piccoli a riconoscere la vecchia nonna, dal lupo cattivo.