Che cosa è esattamente un amplesso ortodosso? Quello che serve a procreare dopo cena? E la pornografia, di preciso, da cosa si differenzia dal sesso? Questione di sporco e pulito, di punti di vista? E chi lo decide? Nelle questioni erotiche c’è chi fa, chi osserva e chi sa.

Le indagini, per farsi capire, devono essere per forza un po’ generiche e stabiliscono con euforia che siamo diventati degli allegri sporcaccioni, cittadini dell’inferno immaginato da Flaiano dove si organizzano orge un po’ dolorose ma divertenti, si sta con le donne nude e con i diavoli ci si mette d’accordo. Facciamo cose che vent’anni fa nemmeno si sognavano, oltrepassando senso del pudore e del peccato. Fra le pratiche non ortodosse o “decomplessate” vengono inseriti il sesso orale e la reciproca masturbazione. E prima no? Che cosa facevano gli italiani sotto le lenzuola vent’anni fa? Si deduce che fossero, appunto, complessati. E che si privassero di quelli che messi fra virgolette prendono un’irresistibile sfumatura comica: gli “aiuti”.

Un proverbio un tempo in voga fra le mogli dei pescatori bretoni diceva: meglio il sedere del diavolo che la bocca dei nostri mariti. Forse era così anche da noi prima dei progressi della detartrasi. Comunque è come se all’improvviso un’intera nazione fosse guarita da un’inclinazione penitenziale o da una svogliatezza collettiva. Si fa sesso senza paranoie. Sesso anche senza amore, donne comprese. Donne comprese? Perché prima, vent’anni là o giù di lì, le donne dovevano per forza essere innamorate?

Così dicono le statistiche. Le stesse che un tempo sbandieravano un numero impressionante di cause di divorzio intentate per sodomia sotto le diciture più svariate: dalla crudeltà fisica alle richiesta irragionevole. Il quadro è frizzante e per una volta un’inchiesta con relative percentuali ci solleva dall’immagine di gente afflitta e pessimista. Sappiamo quello che vogliamo. E ne vogliamo tanto, almeno tre volte alla settimana. Da soli, in due, in tre. Per gioco, per piacere, per trovare sollievo e felicità (e prima per cosa?). Folleggiamo liberi da antiche inibizioni e ci mettiamo sottosopra con vigore in nome di un sano erotismo, che per quel diavolo di Flaiano è come dire una bella dentiera.