Alla troika dello scudetto manca subito un nome nobile, quello dell’Inter. Vittima di forte allergia al Sassuolo (6 punti concessi nel campionato scorso), la presunta corazzata di Spalletti si perde davanti ai ritmi accesi e alla felice coralità di manovra di De Zerbi. 
La robusta iniezione di novità di mercato non consente all’Inter di imporre la propria legge. E l’euforia della vigilia si tramuta nella prima delusione.
Nel cuore del centrocampo il vero padrone è il Sassuolo, solido e tempestivo sulle seconde palle e sempre pronto a rilanciare in velocità sulle frecce dell’attacco, Di Francesco e Berardi. È vero che ci vuole un rigore un po’ generoso per lanciare in orbita gli emiliani ma sul piano del gioco la banda di De Zerbi detta legge. 
E l’imbarazzo dell’Inter in fase di costruzione spiega l’ostinato corteggiamento a Modric, supremo regista del Real. La squadra di Spalletti resta regina di forza e muscolarità e nel secondo tempo, con gli innesti di Perisic e Keita, la pressione nerazzurra si fa importante. Ma Lautero Martinez è solo una pallida ombra e Icardi si mangia un gol che grida vendetta. Asamoah spinge con generosità ma senza costrutto e De Vrij fa il suo dovere al centro della difesa.
Il risultato è che l’Inter, gonfia di entusiasmo per il suo ricco mercato, si ferma al primo semaforo. Un anno fa parti lanciata e ora si trova già ad inseguire il trio Juve, Napoli Roma. 
Le tre in fuga hanno avuto la forza di vincere nel finale, sfruttando le qualità dei centravanti veri (Milik e Dzeko) o la forza di un organico superiore, nel caso della Juve. Con un rilievo importante. Sugli equilibri di gioco dri campioni. Se il miglior Ronaldo è quello che vola e inventa sulla fascia, il suo partner ideale sarebbe stato Higuain. Proprio il centravanti vero che manca alla Juve di oggi. E che medita rivincita con la maglia del Milan.