È possibile ragionare, pacatamente, sulle Ong del mare? Diamo subito per scontato ciò che si dice, al peggio, del loro nemico Matteo Salvini. In sintesi: usa i migranti per alimentare la paura, la paura per catturare consensi, i consensi per sequestrare navi, multare volontari, insultare giudici. Ok. Ma nulla del peggio di Salvini libera dai sospetti i suoi avversari di mare e di terra.

Quali sospetti? Almeno tre: 1) i soccorritori hanno solo obiettivi umanitari o anche inconfessati obiettivi politici?; 2) cercano davvero il porto più vicino o vogliono attraccare sempre e solo in Italia?; 3) quanti li sostengono senza se e senza ma (presidenti di repubbliche Ue, parlamentari italiani) hanno fatto e fanno qualcosa per evitare a migliaia di poveracci l’abbandono delle proprie case e l’autoconsegna, con rischi mortali, ai trafficanti? O, cinicamente, li usano per regolare conti elettorali e di potere in Europa?

Liberarsi di tali sospetti darebbe grandi vantaggi ai nemici di Salvini. Se, per esempio, al prossimo soccorso, una nave Ong facesse rotta su Tunisi (che garantisce regolari servizi di traghetto con l’Italia) accorcerebbe drasticamente i tempi di navigazione e, quindi, di sofferenza per i passeggeri. Idem se scegliesse Malta. E, in un caso o nell’altro, a fronte di un rifiuto, potrebbe forzare il blocco, proprio come è successo il 29 giugno a Lampedusa: non sarebbe la via più semplice per dimostrare che non c’è un fatto personale (e politico) con Salvini?

Meglio se tutto ciò avvenisse con gli stessi parlamentari a bordo per dire, una volta di più, che l’Italia non può essere lasciata sola, vi pare? Ma il vero smacco per Salvini potrebbe arrivare dalle cancellerie di mezza Europa. Se Germania e Olanda organizzassero una flotta d’appoggio alle navi Ong che battono le loro bandiere per trasferire i disperati verso Amburgo o Rotterdam; e se la Francia facesse della Corsica il suo avamposto umanitario nel Mediterraneo, che cosa ne sarebbe del succitato peggio di Salvini? Fine della paura, dei consensi, delle liti. E viale del tramonto mediatico. Quel che è peggio, toccherebbe occuparsi di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, dove vasti territori sono stati sottratti dalla criminalità allo Stato. Sai che faticaccia. E che noia.