Come faranno senza sondaggi? Come faranno Di Maio e Salvini a orientarsi senza segnaletica in quel supermercato di promesse, di balle e di veleni in cui hanno precipitato il dibattito pubblico? Su che cosa daranno battaglia fino ad azzannarsi, su cos’altro cederanno battendo in ritirata? Privi, per gli ultimi dieci giorni che mancano al voto, delle rilevazioni che monitorano le intenzioni degli italiani i due vice di Conte pur di catturare l’attenzione improvvisano, orientandosi sempre più maldestri un po’ a naso e un po’ a caso. 

Ieri l’altro Salvini ha fatto rumore spronando il governo a sforare il limite massimo di deficit del 3 per cento. Di Maio gli ha dato dell’irresponsabile manco fosse lui l’ immune dal virus dell’annuncite, ma la vera risposta l’hanno data i mercati con la brusca impennata dello spread oltre i 280 punti. Così, al netto di Di Maio, la sparata di Salvini ci è già costata qualche centinaio di milioni in più di interessi sul debito. Che si aggiungono ai tre o quattro miliardi persi per precedenti incauti annunci e per tutti i ritardi accumulati – per non parlare dei costi astronomici di quota 100 e reddito di cittadinanza.

Per un anno Lega e 5 Stelle hanno usato le risorse pubbliche non per risolvere problemi, ma per comprare consenso. Prima si dividevano il bottino di voti sommando le rispettive richieste, ora che di soldi non ce n’è più litigano per spartirsi debiti futuri.Di questo si tratta e non di una folgorante conversione di Di Maio sulla via dell’antifascismo. A meno di confondere sinistra e giustizialismo come i soliti noti che eccitati dalle inchieste sulla Lega fanno ripetizioni al PD perché subito si sposi con i 5 Stelle. Dal sottosegretario Siri revocato al presidente Fontana indagato, dagli arresti di Milano a quelli freschissimi di Legnano la marcia trionfale della Lega è andata a sbattere su ‘fastidiosi imprevisti’ proprio nell’ultimo miglio prima del voto. Per il resto Di Maio non è né di destra né di sinistra, e nemmeno sa far di conto. Lui se la canta e se la suona secondo i sondaggi e il colore degli indagati.