Roma, periferia di Rio de Janeiro o di Bogotà. Il triste destino dell’uomo sbranato da una scrofa in un allevamento (pare abusivo) della Capitale non è certo ascrivibile alla responsabilità dell’amministrazione capitolina. Ma non per questo non è la tragica metafora, il segno estremo, di un degrado verticale della città che, questo sì, rinvia immediatamente al drammatico non governo degli ultimi anni. Virginia Raggi ha ereditato un’amministrazione al minimo livello di efficienza nei servizi e nelle funzioni di una moderna città europea. Se possibile, però, in questi anni, con la sua guida, la Capitale è scesa a piani infimi che noi, umani dell’Occidente civilizzato, non pensavamo potessero essere raggiunti.

A stabilirlo, d’altra parte, non è solo l’esperienza di vita quotidiana tra ammassi enormi di rifiuti maleodoranti, alberi che vengono giù come bastoncini di Shangai fatti cadere su un tavolo, animali di ogni foggia circolanti per vie, campagne e colli di una città-zoo (con topi, cinghiali e gabbiani a farla da padroni del territorio). E non sono neanche solo le vicissitudini angosciose e deprimenti, tra attese estenuanti e corse al cardiopalma, di chi è costretto a servirsi dei cosiddetti mezzi pubblici: metropolitane e linee di autobus sono una roulette di blocchi, fermi, incidenti.

Ebbene, non siamo solo noi cittadini-vittime a vedere e sentire lo sprofondamento di una città millenaria offesa nel suo Dna da un’amministrazione completamente al di sotto di qualsiasi livello di decenza. Da qualche giorno ci «conforta» la pagella dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale. Risultano «in calo» tutti i 18 servizi al centro dell’indagine, fatta eccezione per quello idrico. Il voto medio dei cittadini è di 5,3, il trasporto pubblico sta sul 4,1, raccolta e pulizia strade sul 2,7 e 2,8. Insomma, sia pure con larga benevolenza, verrebbe da dire che se lo dicono da soli che siamo caduti dal primo al terzo mondo. Però, come avvisa una Raggi esultante in un 'meme' virale di una pagina social di tendenza (Roma ai tempi di Virgi): "Finalmente si può pagare la metro con la carta di credito – Ora manca solo la metro".