Se l’Europa fosse equa nei giudizi, oltre a strigliare l’Italia per l’ergastolo minacciando procedure d’infrazione dovrebbe premiarla per il garantismo. Qui anche nelle occasioni di evidente minaccia per il prossimo è difficile finire in carcere. Per carità, il principio di evitare le manette fino a condanne definitive o limitarle nella quotidianità è sacrosanto. Ma arriva il momento in cui la teoria si misura con il singolo caso dove le scelte individuali di un magistrato, che pure applica la legge, non premiano l’esigenza di sicurezza pubblica.

Il risultato è che individui che non dovrebbero rimanere liberi lo sono e costituiscono un pericolo per il prossimo. Il caso di Reggio Emilia è emblematico nel farci comprendere che il sistema giudiziario a volte offre scappatoie di impunità. Lo stralunato finlandese Darku Koku Asare nel giro di tre giorni ha molestato sessualmente una poliziotta e si è fatto soprendere in stazione prima con un coltello in mano e poi con bastone con cui minacciava le persone. Matto o pericoloso? O tutte due le cose?

Dopo il primo episodio giudicato di "lieve entità" il magistrato lo ha rimesso in libertà. Al secondo episodio è stato solo solo denunciato mentre per il terzo, solo nella serata di ieri, c’è scappato l’arresto con una accusa per rapina che assomiglia a un rimedio in corner. Poco prima in ospedale i medici hanno rifiutato il trattamento sanitario obbligatorio. Ma a buonsenso uno così è meglio che non sia in circolazione. Evidentemente il meccanismo non funziona.

Tra gli Stati Uniti, dove se minacci un poliziotto rischi che ti sparino, come è accaduto a Memphis ieri con relativi successivi scontri di piazza (la vittima è un nero), e le aggressioni impunite in Italia ci sarà pure una via di mezzo. Il decreto sicurezza bis, che nella parte migranti non piace all’Onu (c’era da scommetterci), intanto nel capitolo manifestazioni di piazza inasprisce le pene per chi aggredisce le forze dell’ordine. Non è il caso della poliziotta di Reggio Emilia che si è difesa molto bene da sola. Qui c’è solo uno squilibrato, Darku Koku, che non ha fatto male a nessuno, ma ci è andato vicino. Poteva essere neutralizzato subito, anche senza decreti bis o tris. Un caso minore, ma forse buono per il festival della Giustizia di Modena che invece ha invitato Amanda Knox (assolta per l’omicidio di Perugia) trasformandola in una star da festival del cinema.