«Violenze e apologia del fascismo». Secondo l’Anpi, che ha presentato apposita denuncia, bisogna fermare CasaPound e Forza Nuova. Legittimo. Ci sono leggi che puniscono le une e l’altra, e sarà la magistratura a decidere. Nulla da eccepire. Al massimo si può pensarla diversamente riguardo allo strumento e alla sua efficacia: si può pensare che i rigurgiti fascisti siano nel nostro paese uno zero virgola, come emerge dalle elezioni, la cui esistenza viene ulteriormente certificata e gratificata da queste mobilitazioni. Un po’ come in Spagna, dove la geniale idea del governo di rimuovere dal suo mausoleo la salma del Caudillo ha risvegliato sopite nostalgie franchiste. Opinioni.

L’Anpi e gran parte della sinistra la pensano in un certo modo e fanno bene a prendere pubbliche posizioni. Nel solco della legge. In questo solco però bisogna che tutto sia ricondotto. E da tutti. Ora, sarà che il nostro orizzonte ingorgato di norme a volte ci confonde la vista, ma sta di fatto che si moltiplicano i casi di strabismo. Casi diversi, certo, ma se esistono dei comma che li regolano, devono essere giudicati con il metro della legge. Allora, bisogna chiedere lo sgombero di CasaPound se occupa abusivamente la sede. Certo. Ma bisognerebbe pretendere un piano generale di sgombero di tutti gli spazi pubblici e privati che subiscono la stessa sorte. O no?

Allora, se in un’università si organizza un concerto senza permesso, si vendono alcolici senza licenza, si raggruppano migliaia di giovani senza i requisiti di sicurezza; e se poi ci scappa il morto, non possono essere solo Salvini e la Meloni a fare sentire la loro voce critica. Gli altri non hanno niente da dire o se lo sussurrano in salotto? Non ci sono illegalità da denunciare? CasaPound va sgomberata, giustamente, e la Sapienza no? Si dirà: mica si possono paragonare cose così diverse. Si può, eccome. Si deve. Ogni illecito ha il suo valore e la sua sanzione. Non ne esistono di serie A o B, di destra o di sinistra, perché tutti riportano alle leggi. Che vanno guardate e invocate sempre. Senza strabismi. E senza apologie.