Una veduta dell'aula della Camera (Lapresse)
Una veduta dell'aula della Camera (Lapresse)

Roma, 19 aprile 2019 - Di fronte al più lungo ponte della recente storia repubblicana, i nostri onorevoli non hanno voluto essere certo da meno di noi comuni mortali. E forse in vista del tour de force che li aspetta per la campagna elettorale europea con probabile crisi di governo annessa, hanno deciso di ricaricare le pile prima di averle scariche concedendosi una pausa preventiva. Che per la Camera va fino al 6 maggio, con l'eccezione di due sedute di scarsa rilevanza tra i 29 e il 30 aprile con discussioni generali su temi non certo fondamentali, di quelle cui in sostanza partecipano sempre in pochissimi,  e per il Senato si protrae anche oltre, anche qui con qualche frammezzo poco imperdibile. Certo, c'è qua e là il solito lavoro in commissione, ma anche in questo caso il ritmo è, come dire, poco cadenzato e le probabili assenze non si noteranno neppure. Il bello di tutto questo è che il calendario dei lavori, anzi dei non-lavori, è stato deciso con l'accordo di tutti i gruppi. E pace se eravamo abituati a vedere i nostri rappresentanti tirarsi l'un l'altro per la giacca nel bel mezzo dell'aula a difesa dei rispettivi ideali, prendersi a male parole, alzare la voce. Quando ci sono in ballo certi argomenti, l'intesa si trova in un batter d'occhio. E così chi di noi, quasi tutti, di qui al 6 maggio dovrà lavorare, magari alzarsi presto o passare uno dei ponti o delle prossime festività in ufficio, a scuola o in fabbrica non potrà che compiacersi della ritrovata armonia tra i propri rappresentanti politici.