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Ponte Autostrade Genova (Newpress)

Questa tragedia del ponte di Genova li ha proprio colpiti, i cugini francesi. Come se la pioggia di calcestruzzo fosse finita un po’ anche sulle loro teste. Talmente colpiti che gli capita spesso di evocarla. Per dire sciocchezze. È successo anche al presidente Macron, amico dell’Italia a targhe alterne, e soprattutto baluardo europeo contro i populismi. Da quando Orban e Salvini si sono incontrati per suggellare l’asse sovranista, il capo dell’Eliseo, infatti, si è auto proclamato difensore della democrazia. Non si sa se gli altri sono d’accordo, ma a lui poco importa.

Novello Giovanna D’Arco, ogni giorno mena fendenti contro gli infedeli. Come ieri, quando se l’è presa con i «demagoghi nazionalisti che dimenticano tutto quello che l’Europa ci ha dato in 70 anni». Di tutto un po’, in effetti: De Gaulle e Mitterrand, ad esempio, e adesso Macron. Beh, per questi signori, che sarebbero poi il leader leghista e forse pure Di Maio, secondo monsieur Emmanuel «se un ponte crolla, la colpa è dell’Europa». Che uscita infelice, Presidente! Provi a rileggere questa frase che per fortuna, anche nel vasto stupidario della nostra politica, nessuno ha mai pronunciato! Sente come suona male, stonata, fuori luogo? Che c’entra una vicenda macchiata da tanto sangue innocente? Se incominciamo a tirare fuori le tragedie nazionali, non finiamo più.

Tra l’altro, noi italiani abbiamo tanti punti su cui possiamo essere attaccati, che non c’è bisogno di un ponte che ha seminato morte. Macron, però, è così. È caritatevole con i porti degli altri, loda Roma che accoglie più di tutti, e da Parigi fa abbassare le sbarre della frontiera di Ventimiglia. E adesso Genova. Una gaffe. Che tuttavia ci ha riportato alla mente, senza nessuna connessione tra loro, ovvio, la disgustosa vignetta apparsa su Charlie Hebdo, discarica incontrollata della satira politica francese, a cui va il nostro rispetto solo per i morti lasciati sul campo per mano dell’Isis. «Costruito dagli italiani... pulito dai migranti”, diceva il titolo. Veramente spiritosi. Una richiesta allora: caro Presidente Macron, cari amici francesi, fatevi i ponti vostri. E lasciate stare i nostri morti. 

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