Prima di tutto un chiarimento. Quando il Papa dice no all’aborto, fa una cosa molto normale: il Papa. La notizia sarebbe se dicesse il contrario. E che notizia! Ma se entra in argomento con la spada fiammeggiante, beh, di rumore ne viene fuori parecchio. Parole grosse. Importanti. Che non dovrebbero però deviare il dibattito politico in materia di 194; un tema che andrebbe approfondito con approccio laico trattandosi di una legge dello Stato e non di un dogma di fede. Questo in teoria. In realtà sappiamo che in Italia siamo di fronte a un tabù. Lo abbiamo visto pochi giorni fa quando il consiglio comunale di Verona, compresa una Pd, ha approvato una mozione in cui si sollecitava semplicemente una migliore applicazione di una parte della legge quasi inapplicata, quella di supporto alla donna, di riflessione preventiva. Apriti cielo. Giù le mani dalla 194. Ed è probabile che l’ennesima rasoiata di Francesco non sia affatto estranea alla vicenda, anche se di questa pratica dolorosa e millenaria si sta discutendo un po’ in tutto il mondo.
 
A maggior ragione, una legge che a maggio ha compiuto 40 anni, ed è passata al vaglio del tempo, può (potrebbe) essere sottoposta anche a quello degli uomini. Per migliorare, non per buttare. Per capire bene, ad esempio come mai il numero dei ginecologi obiettori sia progressivamente salito, arrivando in alcune regioni oltre il 90 per cento. Uno tsunami di crisi mistiche? Improbabile. Certo, Sua Santità ce lo consenta, l’evocazione dei ‘sicari’ non svelenisce il dibattito, anche se certamente questa definizione il Pontefice non voleva applicarla ai sanitari. Nemmeno a quelli a cui non è parso vero di autoproclamarsi subito martiri laici. A conferma del fatto che la materia scotta sempre, e che non tutti stanno facendo il loro mestiere. Il Papa fa il suo a muso duro parlando alle coscienze. La politica dovrebbe farlo laicamente per il bene dei cittadini. La 194 funziona? 
Si può fare meglio? Come? Legittimo, doveroso parlarne. 
E se un giorno dovesse succedere, beh, questa si sarebbe una notizia.