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28 mar 2022
Commento

Oscar 2022: è davvero la fiera delle illusioni

chiara di clemente
US actor Will Smith (R) slaps US actor Chris Rock speaks onstage during the 94th Oscars at the Dolby Theatre in Hollywood, California on March 27, 2022. (Photo by Robyn Beck / AFP)
Lo schiaffo di Will Smith agli Oscar 2022

Tra i film candidati agli Oscar 2022 c'era anche "La fiera delle illusioni" di Guillermo del Toro. La pellicola non ha vinto nulla, ma il titolo è quello giusto per ricordare il senso di una cerimonia tra le più assurde della storia dell'Academy. Tutti i vincitori, chi più chi meno, hanno inneggiato per l'intera serata all'importanza dell'amore, del rispetto delle diversità e dei diritti delle minoranze, al bisogno della pace e alla condanna della violenza. Tutti, giustamente. Nei discorsi di ringraziamento, nei temi dei film che hanno prodotto, diretto, interpretato. Addirittura la statuetta per il miglior film non va al film migliore ma a un mediocre remake copia e incolla (Coda/La famiglia Bélier) giusto perché è molto, romanticamente, superinclusivo. Poi arriva un comico che fa una battuta - infelice, per carità, da bodyshaming - su una signora, e il marito della signora, il quale marito oltretutto sa di essere il favorito per la vittoria dell'Oscar di migliore attore protagonista, il marito della signora che fa? In diretta tv, di fronte a tutto il mondo, si alza dalla sedia, sale sul palco, va dal comico e gli tira un cazzotto in faccia. Poi torna a sedere e gli urla: "Non osare pronunciare il nome di mia moglie mai più con quella tua bocca di m...".   Il figlio dell'attore e della moglie offesa, figlio che a sua volta è una piccola celebrità, posta subito su Instagram: bravo papà, così si fa. Poi lo stesso attore scazzottatore viene chiamato a ritirare l'Oscar che ovviamente ha vinto e che fa? Si mette a piangere, Will Smith, parla anche lui d'amore, di Dio, di protezione della famiglia, e chiede scusa all'Academy, e spero che l'Academy mi inviterà prossimamente lo stesso bla e bla. Non chiede scusa nè al comico che ha menato, nè al pubblico, al quale ha dato l'esempio peggiore che si possa immaginare, all'insegna del "machismo" più retrivo: a una battuta, per quanto orripilante, si risponde con un'altra battuta. Anche con un insulto. Ma signore e signori  mai e poi mai e poi mai picchiando in diretta mondiale chi ritieni ti abbia offeso. Sei il terzo attore nero in quasi cent'anni di Oscar a vincere il premio più importante, il rappresentante:in questo momento di tutta la comunità black, qui sempre emarginata: è un trionfo che parla da sé. Senza bisogno di cazzotti.  A meno che tutto non sia altro che la fiera delle illusioni. La festa dell'ipocrisia. Il gran galà del marcio. Nel tempio dorato della civiltà hollywoodiana - 2022 - si predica amore ma in realtà poi si menano le mani. In Italia era lunedì mattina ma tutto è iniziato domenica, a Los Angeles. La domenica delle salme nessuno si fece male, tutti a seguire il feretro del defunto ideale: lo cantava De André, mai candidato all'Oscar.        

 

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