La fototrappola che ha immortalato l'orso M49 (Ansa)
La fototrappola che ha immortalato l'orso M49 (Ansa)

Roma, 17 luglio 2019 - Salvate l’orso altoatesino. Ma non a qualsiasi costo. Evitate di abbatterlo, se non quale extrema ratio. Ma preservate le vite umane. Anche secondo principi di precauzione. La Consulta dichiara costituzionali le equilibrate leggi provinciali di Trento e Bolzano; dubitarne era preconcetto pregiudizio. Spieghiamoci. I "diritti" degli animali, quali esseri senzienti, vanno rispettati. E abbiamo il dovere di proteggere le altre specie viventi. Ma senza pregiudizi, né distorsione etica di valori, né inconscio antropomorfismo di cultura disneyana. Le vite animali si tutelano, ma non a spese di quelle umane. E si tutela la specie (come fanno anche Trento e Bolzano), prima che i singoli esemplari. Umani e animali sono due specie diverse; ma non uguali. Altro il cd. "specismo", altro il razzismo o sessismo. Ma anche per gli "antispecisti", poi, non tutte le specie sono uguali e degne di empatica pietas.

L’orso è bello, intelligente e simpatico. I topi di fogna sono brutti, non meno intelligenti, e abominevoli. Ma sono grandi quasi quanto un gatto. E altrettanto senzienti. E forse più intelligenti. Perché possiamo sterminarli, con atroci veleni a scoppio ritardato, mentre dobbiamo salvare ogni orso anche se potenziale omicida, o ogni Bambi anche quando distrugge i raccolti; e, soprattutto, ancorché le loro specie non siano pregiudicate? Perché dei pesci non frega niente a nessuno? Prima i mezzi ecologici. È giusto. Purché non utopici, come l’anticoncezionale alle volpi. Purché non crudelissimi: lo sapete che, nei parchi, i cinghiali catturati con le trappole vengono spesso fucilati in gabbia, con i sopravvissuti che si nascondono dietro i morti? Non è più "ecologico", e "umano", l’abbattimento pulito (in selezione o controllo)? Stigmatizziamo l’Oriente che mangia i cani (e mi fa orrore); ma molti di noi mangiano asini e cavalli. Salviamo qualche Bambi, ma a spese di un agricoltore disperato. Mangiamo però pesci; o li peschiamo storpiandoli con l’amo, per poi "caritatevolmente" liberarli. Pietas a due velocità? Salviamo l’orso se possiamo. Ma senza fondamentalismo ideologico che nega preconcettamente ogni pericolo. E mai a costo di sacrifici umani.