Il recinto di Castellar da cui l'orso è fuggito (Ansa)
Il recinto di Castellar da cui l'orso è fuggito (Ansa)

Roma, 17 luglio 2019 - M49 non si tocca. Non ci sono sondaggi disponibili nell’immediato, ma l’orso trentino in fuga con sentenza di possibile condanna a morte negli italiani suscita più simpatia che paura. L’ipotesi di abbattimento che pende sul capo di M49 come una spada di Damocle è sbagliata. È pericoloso dicono lassù nelle valli, eppure non ha mai attaccato l’uomo. È un animale "problematico" e "potenzialmente" aggressivo, scrive l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, ma non è un buon motivo per farlo fuori se si avvicina ai centri abitati. Se poi ha scavalcato una recinzione con sette fili a 6mila volt non significa che rappresenti una minaccia per l’uomo, come sostiene la Provincia di Trento.

L’hanno rinchiuso e lui è fuggito. Ci preoccupiamo di più di chi non ha saputo valutare i giusti accorgimenti per allestire un recinto sicuro. Non serve un ingegnere, ma una normale competenza zoologica. In ogni caso l’abbattimento di M49 non è necessario perché si può aggirare l’ostacolo. Uno: organizzando un recinto idoneo. Due: catturando il parente di Yoghi e spostandolo lontano, per esempio tentado un accordo con la vicina Slovenia che dispone di un territorio meno antropizzato. Così fanno in Usa e Canada. Tre: con gli orsi bisogna predisporre strategie di gestione controllate. Con l’emotività non si gestisce un bel nulla. Se in Abruzzo i montanari convivono da centinaia di anni con gli orsi significa che una strada possibile esiste. Certo, non si tratta di fringuelli e quindi nella convivenza, come succede nel matrimonio, vanno messi in conto anche problemi, che nel caso dei plantigradi (ma anche con le mogli e i mariti) prevedono mosse preventive. Nelle città si rischia di più nell’incontro di certi cani feroci e malgestiti dai proprietari. L’orso, e probabilmente anche M49, non considera l’uomo una preda e il più delle volte scappa. E se attacca è perché ha la percezione di doversi difendere. Può succedere che abbia i piccoli. Infine la contabilità: in montagna uccidono di più l’impreparazione e i pericoli sottovalutati. E i funghi: ogni anno muoiono 35 fungaioli, dispersi o in un burrone. Lunga vita a M49.