Più dediti a Internet che ai libri. I liceali italiani hanno ottenuto un punteggio inferiore alla media Ocse in lettura e soprattuto in scienza. È la fotografia dell’indagine triennale Pisa (Programme for International Student Assessment). Ma tra le pieghe dello studio esce fuori anche che il 30% degli studenti in Italia (media Ocse: 26%) ha riferito come il loro insegnante di italiano, all’inizio della maggior parte delle lezioni, deve attendere a lungo perché la classe si calmi. Quegli stessi studenti hanno ottenuto 21 punti in meno in lettura rispetto ad altri coetanei: quelli che invece hanno riferito che in classe non c’è tutta quell’agitazione o c’è soltanto in parte.

Questo passaggio del rapporto sull’indagine Ocse-Pisa non è di secondaria importanza perché getta una luce importante su che cosa dovrebbe cambiare nella scuola e nel nostro Paese per invertire un trend che dura da anni. La qualità della didattica e il clima che si respira a scuola possono fare la differenza a parità di contesto socio economico, di indirizzo di studi e di area geografica. Questo dovrebbe essere il compito della scuola: dare a tutti la possibilità di crescere umanamente, culturalmente e professionalmente. I dati rivelano che questa mancanza non costituisce un problema solo per i "deboli" ma anche per quegli studenti che l’indagine chiama "ad alto rendimento" (perché hanno svolto delle prove che li collocano nei livelli più alti di competenza). Il loro numero è, infatti, statisticamente più basso rispetto alla media dei Paesi Ocse ed è calato nelle ultime rilevazioni. Un dato che diventa più preoccupante se si considera che solo il 60% degli studenti "ad alto rendimento" che appartengono a delle famiglie di provenienza socialmente e culturalmente debole pensa di proseguire gli studi, dopo la fine delle scuole superiori.

Forse il fatto che le famiglie dichiarino che l’ultimo dei motivi per cui scelgono la scuola per i loro figli è la qualità dell’insegnamento, può offrirci un altro elemento per capire i motivi di questo inabissamento progressivo. Il fatto che i risultati dei licei e del Nord siano molto al di sopra della media Ocse non può consolarci. Coltivare le competenze valutate dall’indagine Ocse-Pisa dovrebbe essere prioritario a tutti i livelli e a tutte le età. Un esempio? Com’è possibile essere cittadini costruttivi ed avere qualunque responsabilità, senza saper riconoscere il significato di un testo, senza saper riflettere sul contenuto e la forma sapendo riconoscerne anche le contraddizioni?