L'allenatore dell'Italia under 20, Paolo Nicolato (ANSA)
L'allenatore dell'Italia under 20, Paolo Nicolato (ANSA)

Le cose belle fanno meno notizia delle brutte, e infatti poco spazio nei titoli o sui social hanno trovato le parole dell’allenatore della nazionale azzurra under 20, Paolo Nicolato, sulla decisione dell’arbitro brasiliano Claus di annullarci un gol con l’ausilio del var al 92esimo, e di escluderci quindi dalla finale dei mondiali in Polonia. Una scelta indubbiamente pesante, perché la posta in palio era notevole, il gol segnato spettacolare, la rete arrivata a tempo scaduto, i ragazzi già a centrocampo ad abbracciarsi. Già il giornalista che commentava la gara in tv l’aveva buttata là: una decisione, quella dell’arbitro, che susciterà molte polemiche. Ovviamente quando Nicolato è stato intervistato a fine gara, la prima domanda è stata quella: avete subito un’ingiustizia? La risposta è stata esemplare, anche se del tutto inusuale per noi sempre abituati alle risse e alle dietrologie. "La rete per me era buona, ma non si è trattato di un’ingiustizia semmai di un errore e come tale lo prendiamo". Tutti basiti, forse gli stessi giocatori che probabilmente si auguravano dal proprio allenatore una difesa d’ufficio un po' più sostanziosa, e si sa che gettare la croce addosso all’arbitro è sempre la via di fuga migliore. Una presa di posizione, quell’allenatore azzurro, che in altri paesi sarebbe del tutto naturale ma che da noi fa eccezione. E non parliamo solo di sport quanto di tanti altri ambiti della vita "normale". I professori a scuola sono ormai presi di mira più dai genitori che dai ragazzi e se bocciano qualcuno scatta la denuncia al Tar, i poliziotti, i politici, i magistrati. Chiunque eserciti un’autorità e prenda una decisione lo fa sempre per uno scopo recondito, poco chiaro, e in quanto tale non si accetta mai niente che confligga con il nostro modo di vedere le cose. La verità è sempre una sola, la nostra. Poi arriva Nicolato e ci spiazza tutti.