Nessuno li batte sull’istinto, sul fiuto, sull’idea che l’economia reale si basa su concorrenza e fantasia. Fra di loro gli imprenditori romagnoli del turismo assomigliano ai quattrocentisti che scrutano gli avversari con la coda dell’occhio durante la corsa, mentre spingono con i muscoli tesi verso il traguardo. La pensano come Enzo Ferrari per il quale il secondo è sempre il primo degli sconfitti. Per dire che è gente che ce la mette tutta, sempre.

Sulla coda del tornado che ha sconvolto una parte di Milano Marittima, e prima aveva allungato le unghiate furibonde fin giù a Numana nelle Marche, i romagnoli di mare, ma anche i marchigiani di mare, hanno tirato fuori altre qualità. La rapida capacità di ripresa e la solidarietà che ha contagiato pure i turisti come in una famiglia allargata. Dopo 12 ore dalla tromba d’aria alcuni degli stabilimenti balneari colpiti erano già in ordine come all’inizio di stagione: dopo poco più di 24 ore alberi sradicati, panchine, sedie, tavoli e chissà cos’altro gettati dal vento come proiettili lungo le strade e la spiaggia erano già stati spostati.

Tutti hanno aiutato tutti. I titolari dei bagni risparmiati dalla bufera hanno messo a disposizione dei colleghi i propri dipendenti. La concorrenza viene dopo. Oggi a Milano Marittima nessuno si accorge più della baraonda che è passata di qui. Cesare Brusi, direttore di Confcommercio Cervia, mentre ancora il tornado mulinellava sulla Riviera, già stava scrivendo una mail ad alta velocità con la quale invitava i commercianti a dare una mano ai colleghi. Ma non c’era bisogno di dirlo. Idem nelle Marche, da Numana a Senigallia, Porto Sant’ Elpidio, dove la parola ricostruzione dopo il sisma di tre anni fa è entrata nel Dna della gente. Certo, anche le pubbliche amministrazioni hanno fatto la loro parte mettendo in campo ‘forze speciali’ in missione con badili, pale, seghe, camion garantendo così un repulisti veloce.

Ma se i fratelli della costa hanno stupito l’Italia per la capacità di reazione, i turisti hanno stupito i fratelli della costa. Hanno lavorato, spazzato, rimosso rami, lettini e ombrelloni devastati. Sarà solidarietà, ma soprattutto la voglia di partecipare all’accoglienza che è il distintivo della Riviera dove si sta bene ed esiste un divertimento personalizzato per tutti. Ah sì, poi c’è anche il mare, ma può essere solo un dettaglio.