L'accapigliarsi e l’incanaglirsi intorno a una nave carica di disgraziati è esercizio facile, poco costoso, e moralmente autoappagante. Si rivendica facilmente la parte dei ‘buoni’ anche se poi basta riflettere un attimo e si intende che non è poi così semplice definire chi sono i ‘buoni’ e i ‘cattivi’ nelle vicende complesse del mondo, anche perché non è un film dove i buoni sono anche carini e i cattivi in genere bruttoni. Ma vedo uomini di cultura farsi facili tribuni in un senso o in un altro, offendere ministri e promuovere slogan. Mentre la cultura dovrebbe fare tutt’altro. Pensare e far pensare.

Ad esempio far pensare che l’Unione europea ha un investimento di oltre un miliardo di euro per una ricerca che tende a riprodurre in ambiente artificiale l’intero funzionamento di un cervello umano. Obiettivo nel 2020.
Si tratta di quantità di denaro sufficiente non solo a far arrivare immigrati regolari in Europa in carrozza o in navi crociera, volendo. Ma ne basterebbe una piccola parte da aggiungere ai già circa 3 miliardi stanziati negli anni scorsi dalla Ue per l’Africa (che a sentir la Commissione dovrebbero movimentare altri 44 privati) per produrre investimenti di lavoro e di benessere sociale in quella parte del mondo.

Peccato, come ha fatto notare Juncker nel suo discorso di fine mandato, che gli Stati membri non stanno rifinanziando il progetto Africa, e – che strano – proprio l’Italia, e non la Germania o la Francia, è il Paese più avanti nel contribuire. Dunque sull’Africa la Ue arranca e intanto si investono miliardi di euro su un discusso progetto sul cervello umano. Questo tipo di finanziamento a ricerche è stato giudicato sbagliato nella sostanza e nel metodo da centinaia di scienziati, ci sono state raccolte di firme, si sono rotte collaborazioni e però avanti. È su questo genere di cose che la Ue sta investendo i suoi soldi, e parecchi. Sul creare un uomo artificiale, non sull’evitare nuovi schiavi. Che le due cose siano collegate? Dove c’è l’uno forse servono gli altri? Ma queste sono cose difficili da pensare. Meglio incanaglirsi intorno a una nave. Più semplice.