Sono annegate le ragazze. Una ragazzina anche. Loro non ce l’hanno fatta, il mare grosso. La maggior parte degli uomini sì. Sul barchino assurdo allestito per fare soldi e che dalla Libia ha toccato la Tunisia per imbarcare, incassare e naufragare davanti a Lampedusa non si sa quanti erano, né quanti dispersi ci siano. Si sa però che le ragazze sono affogate, disperse. Le donne
sono più deboli, coi loro bambini muoiono nell’orrendo commercio. Molte non hanno idea di cosa stanno facendo. Un’amica mi racconta che, provenendo dall’Africa subsahariana, molte pensano
che il Mediterraneo sia un fiume.

E le caricano, orrendi spacciatori di speranze, spesso dopo trattamenti e ricatti bestiali e poi le mettono su barchini assurdi. Ieri l’ennesimo Ministro o Maschera responsabile dell’immigrazione per l’Unione Europea ha detto che "è ora di fare una politica condivisa". È ora? Prendono in giro? Era ora dieci anni fa, vent’anni fa. Da quando studiosi seri ma inascoltati dicevano: stanno arrivando. Tra questi una donna, la Fallaci, irrisa dal gotha grottesco della cultura italiana. Era ora da anni, è invece ora di non prendersi più in giro. Se non si fa una politica europea è perché non la si vuole fare.

Più facile fare ‘i buoni dell’ultimo miglio’, dire "porti aperti" e riempirsi la bocca del miele dolciastro della retorica che non costa nulla, nemmeno il costo di avvertire stringersi il cuore, insufficienti al bisogno. Buoni da ultimo miglio, costo zero, per uso politico banale. Ed è più facile fare i duri e voltarsi dall’altra parte. Invece bisogna fare gli uomini. E le donne. Vietare e disincetivare gli imbarchi assurdi. E favorire l’immigrazione legale. Se l’intera Unione Europea non è in grado di fermare un barchino che uccide ragazze sulle sue coste, chiudiamola, ora che una donna ne presiede la Commissione.

Nel nome delle donne sono state fatte tante battaglie di civiltà, e altre sbagliate. Invece di perdervi dietro a falsi diritti di procreazione in affitto, ora femministe, alzate nel nome di queste donne il vostro urlo all’Unione Europea, presieduta da una donna.